Marcia indietro sulla Consulta dell'emigrazione: la Giunta congela l'espulsione di Aledda e sconfessa l'assessora Manca

Michele Pais va all'attacco dopo il ritiro della delibera che allontanava il dirigente dall'organismo regionale. Il provvedimento era già stato bocciato dalla commissione per carenza di motivazioni giuridiche.

L'esecutivo regionale fa un passo indietro e blocca l'estromissione di Aldo Aledda dalla Consulta dell'emigrazione. Nelle scorse ore, la Giunta ha infatti deciso di sospendere l'efficacia della delibera, l'atto amministrativo ufficiale con cui era stata disposta la rimozione del dirigente dall'organismo incaricato di mantenere i legami tra le istituzioni dell'Isola e le comunità dei sardi residenti nel resto d'Italia e all'estero. La retromarcia dell'apparato burocratico innesca la reazione immediata di Michele Pais, che per primo aveva sollevato il caso politico e giuridico contestando la legittimità della decisione.

Il ritiro del provvedimento viene inquadrato come una sconfitta diretta per la firmataria del documento. Secondo Pais, la sospensione decretata dall'esecutivo si traduce in una destituzione di fatto nei confronti di Desirè Manca, l'assessora competente che aveva proposto la cancellazione dell'incarico. «La Giunta regionale è stata costretta a sospendere la vergognosa deliberazione con cui si voleva epurare il dottor Aldo Aledda dalla Consulta regionale dell’emigrazione. Un atto gravemente illegittimo che ho denunciato fin dal primo momento e che oggi viene clamorosamente ripudiato nei fatti», dichiara Pais, utilizzando il termine epurazione per denunciare un allontanamento che ritiene dettato da esclusive logiche di appartenenza.

La fragilità dell'atto amministrativo era già emersa durante i lavori del consesso politico. Prima della formale marcia indietro decisa dalla Giunta, la documentazione era passata al vaglio della Sesta Commissione regionale, l'organo ristretto chiamato a esaminare preventivamente le questioni legate alle politiche sociali e culturali, che ne aveva censurato i contenuti evidenziando la carenza di motivazioni a supporto del licenziamento. «Sono stato il primo a denunciare con forza questa vergogna, evidenziandone i profili di illegittimità e i rischi per la credibilità delle istituzioni», rivendica Pais. «Successivamente, anche la VI Commissione regionale ha censurato quell’atto, confermando i dubbi sulla sua tenuta giuridica e sulla carenza di motivazioni. Oggi la sospensione da parte della Giunta certifica che avevamo ragione, commissariando e sfiduciando di fatto l’Assessore Desire Manca, proponente della delibera».

L'esponente politico della Lega punta l'indice contro il tentativo di piegare le nomine tecniche agli equilibri di partito. «Quella delibera – prosegue – rappresentava un vero e proprio abominio giuridico, fondato su motivazioni inconsistenti e pericolosamente orientato a introdurre logiche politiche in un organismo che, per sua natura, deve restare autonomo e libero da condizionamenti partitici. La Consulta dell’emigrazione non è e non può diventare terreno di alimentazione politica». La chiusura dell'intervento è affidata al monito per mantenere l'organismo al riparo dalle ingerenze esterne: «Si tratta di una vicenda grave che deve far riflettere. Non si può pensare di rimuovere figure di alto profilo come il dottor Aledda per ragioni che nulla hanno a che fare con l’interesse pubblico. Giù le mani della politica dal mondo dell’emigrazione: serve rispetto per le competenze, per le comunità dei sardi in Italia e nel mondo e per le Istituzioni».

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