Il ruggito dell'ovale catalano: l'Amatori Alghero batte Milano e conferma il quinto posto in classifica

ALGHERO – Sotto il cielo di Maria Pia s’è celebrato l’ultimo atto del torneo di Serie A. L'Amatori Rugby Alghero ha salutato il suo popolo con una prova di nerbo e polmone, domando i meneghini dell’Union Milano con un 29-20 che non ammette repliche, se non quelle di chi non mastica pane e mischia.

I ragazzi di Marco Anversa, direttore d’orchestra e lupo di panca, han recitato lo spartito alla perfezione, portando a casa il bottino pieno e quel punto di bonus offensivo che è il giusto premio per chi osa. Quattro mete, come i punti cardinali di una bussola che oggi segnava solo la via della vittoria. Quaranta punti in saccoccia e un quinto posto finale che profuma di dignità e di "metodismo" applicato alla palla ovale.

La contesa è stata vibrante sin dai primissimi vagiti. Al 5' il prode Russo ha squarciato le linee avversarie, trasformato da un Mazzone che oggi aveva il piede ispirato da Eupalla. I milanesi di Grangetto, gente in crescita e tutt'altro che rassegnata, han provato a risalire la china con il fischio di Trivillin e la meta di Grossi, ma l’Alghero ha risposto colpo su colpo. Prima del riposo, Lenoci ha depositato il cuoio oltre la linea, sigillando un primo tempo di rara intensità.

Nella ripresa, il copione non è mutato. Al 4' è stato Garziera a far saltare il banco, rimpinguando il carniere giallonero. Nonostante una meta tecnica che ha ridato speranza ai celtici di Milano, l'Alghero non ha mai smarrito la rotta. Ancora lui, Lenoci, allo scoccare del 33', ha calato il poker che ha fatto calare il sipario su una stagione vissuta all'insegna del coraggio.

Anversa, a fine gara, sprizzava soddisfazione da ogni poro: "Abbiamo salutato il nostro pubblico alla grande", ha sentenziato il tecnico, conscio che l'avversario meneghino fosse osso duro. Ora per la prima squadra è tempo di riporre i parastinchi e godersi il meritato riposo, lasciando che siano i giovani della "cadetta" a chiudere le danze di questo anno di fatiche.

Il sipario cala, il silenzio torna sul Maria Pia. La società ringrazia chi ha spinto in mischia con lei, dagli sponsor ai sostenitori fedeli. L'appuntamento è fissato per l'ottobre venturo, quando l'ovale riprenderà a rimbalzare capriccioso, e noi saremo ancora qui a raccontare di mete, fango e gloria.

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