È vero, mancano ancora sette partite alla chiusura delle ostilità, ma quella con la Cremonese per il Cagliari è una sorta di finalissima. I rossoblù stanno attraversando un momento particolare. Non riescono più a vincere e l’ultima volta che hanno conquistato l’intera posta è stata il 31 gennaio (4 a 0 in casa col Verona). Una crisi di risultati che non ammette disquisizioni di alcun genere. Mister Pisacane è conscio del momento: “Diversi fattori hanno contribuito a farci arrivare a questo punto del campionato in questa situazione. Dobbiamo guardarci dentro e venirne fuori. Certamente non eravamo dei fenomeni quando abbiamo ottenuto vittorie importanti, ma non siamo neanche dei brocchi adesso”. Davanti al Cagliari una Cremonese che arriverà in Sardegna con un ex come Marco Giampaolo, da un paio di settimana alla guida della formazione lombarda. “È un tecnico che non ha bisogno di presentazioni.-ha proseguito Pisacane-Fa da tanto tempo questo lavoro e si è fatto apprezzare tantissimo nel corso degli anni. Ha avuto modo di lavorare da poco con la sua nuova squadra, credo che ad un allenatore come lui non serva tanto per fare certe letture”. Ultimamente sta montando la polemica per il fatto che l’allenatore del Cagliari non utilizzi da subito punte di ruolo. Ed effettivamente a Reggio Emilia, in occasione della sconfitta con il Sassuolo, il Cagliari è apparso in difficoltà nel monetizzare il gioco sviluppato. Pochi tiri in porta e l’atto d’accusa mosso a Pisacane. Contro la Cremonese dovrebbe però riprendere il proprio posto come vertice offensivo il turco Kiliçsoy, mentre Belotti e Borrelli hanno una settimana in più di lavoro nelle gambe. “A sette giornate dalla fine, tutti hanno pressione.-ha concluso il mister rossoblù-Per noi vincere contro la Cremonese significherebbe fare altri tre piccoli avanti rispetto a loro. Però poi ci saranno altre sei gare, ancora 18 punti a disposizione. E il calcio illude: la Serie A non ti permette distrazioni”.