La Pallacanestro Alghero firma Efevberha: 195 centimetri di talento, stazza ed esperienza per la Division 1.
Vanta 17 anni di carriera, titoli da MVP in mezzo mondo e la fascia da capitano della Nigeria. Algherese d'adozione per matrimonio, è il primo statunitense nella storia del club.
di Pasqualino Trubia
Alghero – La Pallacanestro Alghero cala l'asso di briscola. Un colpo che scuote il campionato di Division 1 e sposta gli equilibri sotto i tabelloni. La dirigenza catalana si assicura le prestazioni di Michael James Efevberha.
Il profilo del giocatore
Guardia, un metro e novantacinque di stazza, passaporto americano e nigeriano. La carta d'identità recita 1984, ma il fisico è integro e la mano al tiro resta un bisturi. Nell'ambiente del parquet lo chiamano "Chef Mike".
Una carriera in valigia
Il curriculum è pesante. Diciassette anni di battaglie sui campi di mezzo mondo. Nove trofei in bacheca, titoli di miglior marcatore a grappoli e svariati premi come Most Valuable Player. Nato cestisticamente nei college statunitensi (UC Irvine e Cal State Northridge), ha vestito la canotta della nazionale nigeriana, portando i gradi di capitano al campionato africano FIBA del 2009.
L'ultima trincea lo ha visto protagonista in Asia. Ha guidato i New Taipei Kings nella Basketball Champions League, mettendo a referto numeri da capogiro: 23,3 punti, 6,1 rimbalzi e 2,8 assist di media a partita.
Il legame con il territorio
Un americano in Riviera, ma non in gita premio. Efevberha è un algherese acquisito. Da dieci anni è sposato con la fotografa Eleonora Chessa. Conosce i vicoli, la mentalità e la cucina locale. È il primo giocatore statunitense a indossare la casacca del club catalano nella sua storia. Un incrocio tra esperienza internazionale e radici locali.
Le parole della firma
Al momento dell'annuncio, la guardia fissa subito la rotta agonistica della squadra. Le dichiarazioni non ammettono repliche:
«Sono contentissimo di tornare a giocare e non vedo l’ora di conoscere i miei nuovi compagni e i tifosi. Sono ancor più gasato se penso di essere il primo giocatore americano della storia del club. Darò il massimo in ogni allenamento e in ogni partita per ottenere i migliori risultati possibili. Ho visto che siamo vicini alla zona playoff e sono convinto che, lavorando tutti insieme, li raggiungeremo senz’altro».
La rincorsa è appena iniziata. La palla a due ora passa al campo.