Tre punti d’oro per il Lecce, che sbanca la “Unipol Domus” e fa un balzo in avanti in classifica. Il Cagliari si fa irretire e non riesce mai a rendersi pericoloso, nonostante l’impegno. I salentini sono arrivati in Sardegna “spuntati”. Le mancanze di Camarda (infortunato) e Banda (squalificato) apparentemente abbassano il tasso tecnico e la pericolosità offensiva. Cheddira fa quel che può e per innescarlo ha bisogno di sfruttare la profondità, mentre Sottil è dinamico, ma non riesce a centrare lo specchio. Pisacane ha studiato il match nei particolari. Ha costruito una sorta di ragnatela nella zona nevralgica e gli esterni, Palestra in particolare, si dannano l’anima sulle fasce. Poi nella seconda parte di gara cala il rendimento di tutti e la resa è quasi nell’aria. Al solito Sebastiano Esposito si muove in tutto il fronte offensivo, ma non è in giornata e sbaglia parecchio. Nel Cagliari è palese che le assenze pesino, non foss’altro perché la compagine rossoblù aveva raggiunto un equilibrio sul quale il mister ha lavorato mesi per riuscire ad ottenerlo.
Pisacane si affida a sorpresa a Pavoletti all’inizio come vertice offensivo e schiera fra i titolari Zé Pedro, quest’ultimo dato per infortunato solo il giorno prima.
A centrocampo la coppia Sulemana-Adopo funge da frangiflutti, ma non riesce ad esprimere convenienti iniziative, anche per il pressing ospite. Il primo tempo scivola via noioso, senza particolari emozioni. In pratica entrambe le formazioni si studiano, giocano bloccate e lo spettacolo ne risente. Di Francesco, solitamente votato all’offesa, in questa occasione gioca una gara tattica, con squadra coperta, anche se con qualche timido tentativo di ripartire. Nella ripresa la musica cambia. Entra in campo un Lecce più determinato e Gandelman sblocca con un colpo di testa da pochi passi complice anche Caprile che resta impalato sulla linea di porta. Anche in occasione del raddoppio ospite lo stesso Caprile non è esente da colpe sul tiro di Ramadani dal vertice sinistro dell’attacco leccese. Oggettivamente era una palla lenta che l’estremo difensore rossoblù in altre occasioni avrebbe intercettato agevolmente. Con questa vittoria il Lecce avvicina in classifica il Cagliari, che ora ha quattro punti di vantaggio sui salentini. Pisacane, al netto delle assenze, dovrà lavorare per oliare determinati meccanismi che nelle ultime due gare si sono inceppati. La compagine rossoblù ha mostrato carenze agonistiche preoccupanti, soprattutto in vista di un fine stagione che pareva in discesa e adesso, con questa battuta d’arresto, è tutto da scrivere.