Niente acqua pubblica, niente presa in carico immediata e, come se non bastasse, le spese legali da pagare. La vicenda del complesso residenziale "Pedra Mea" si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. Il Tribunale Civile di Sassari ha respinto il ricorso d'urgenza presentato da alcuni proprietari e dalla società Botticelli Immobiliare.
L'ordinanza, firmata dal giudice Ada Gambardella il 15 febbraio, è una doccia fredda. I ricorrenti chiedevano di ordinare al Comune di Alghero e ad Abbanoa di prendere in gestione la rete idrica e attivare le utenze. Oggi le case sono servite da un pozzo, la cui acqua è stata vietata per uso alimentare da un'ordinanza del sindaco lo scorso luglio.
Il giudice ha detto no.
La sentenza
Il motivo è tecnico: difetto di giurisdizione. Il Tribunale ordinario non può imporre alla Pubblica Amministrazione (Comune ed Ente Gestore) di acquisire opere o attivare servizi derivanti da convenzioni urbanistiche. Quella è materia per il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale).
Inoltre, il giudice ha dichiarato inammissibili le domande contro i Condomini "Monte Carru" e "Vista Blu".
Il risultato è una condanna alle spese: i ricorrenti dovranno versare 4.000 euro a ciascuna delle controparti (Comune, Abbanoa e i due Condomini).
Il nodo delle opere
Dalle carte emerge il vero problema. Le opere di urbanizzazione non sono finite, o comunque non sono state cedute al Comune. Senza cessione, Abbanoa non entra.
Il giudice, nel motivare la decisione, cita un atto notarile del 24 gennaio 2019. In quel documento, la società Botticelli acquistava gli immobili dalla procedura fallimentare sapendo bene cosa comprava.
Si legge nell'atto richiamato dal giudice: «La parte venditrice precisa che gli immobili in oggetto sono privi della certificazione di agibilità [...] in virtù del quale non è stato possibile procedere al collaudo finale delle opere di urbanizzazione. La parte acquirente prende atto di detta precisazione e dichiara di farsi carico di tutti gli oneri ed adempimenti necessari all’ottenimento della certificazione di agibilità».
La rabbia e la Procura
La sentenza ha scatenato la reazione dei residenti, in particolare di un gruppo di condomini del "Vista Blu". Stanchi del rimpallo di responsabilità tra società, Comune e Abbanoa, e sentitisi beffati per aver acquistato case che sulla carta sembravano in regola ma che nei fatti non hanno l'acqua potabile, hanno deciso di alzare il tiro.
La mossa è pronta: un esposto formale alla Procura della Repubblica.
Vogliono vederci chiaro su tre punti: Come sia stato possibile vendere case con agibilità basate su autocertificazioni, in assenza del collaudo definitivo delle opere di urbanizzazione. Che fine abbiano fatto le fideiussioni che dovevano garantire il completamento dei lavori pubblici. La legittimità della delibera comunale del giugno 2025 che annunciava l'acquisizione delle opere, poi rivelatasi nei fatti inefficace per portare l'acqua nei rubinetti.
La giustizia civile ha passato la palla. Ora la parola potrebbe passare ai magistrati penali. Nel frattempo, dai rubinetti di Pedra Mea continua a non uscire acqua potabile.