Tre vittorie consecutive hanno consentito al Cagliari di fare un importante balzo in avanti in classifica. La salvezza è molto più vicina.

  Un messaggio al campionato. Il Cagliari c’è e si vede. Tre vittorie consecutive hanno permesso alla formazione rossoblù di effettuare un salto triplo, instaurandosi in un contesto di classifica inatteso, soprattutto all’inizio del trittico vincente, che non è stato propriamente banale. Considerando in particolare la consistenza delle avversarie. Verona a parte, con i veneti di Paolo Zanetti che alla “Unipol Domus” hanno mostrato una condizione psicofisica allarmante. Contro gli scaligeri c’è stata una prova di forza quasi brutale, che ha messo alle corde un avversario comunque scomodo vista l’impellente necessità di far punti. Il 4-0 della “Unipol Domus” non è solo il risultato più rotondo della gestione Pisacane, ma è il timbro definitivo su una squadra che ha cambiato marcia. Dalla sofferenza di inizio stagione alla consapevolezza nei propri mezzi. il Cagliari oggi è squadra che va affrontata con le dovute cautele, da parte di tutti, “grandi” comprese. Con questi tre punti, la classifica dei rossoblù subisce una metamorfosi inattesa.

  Se sino a poco meno di un mese fa si parlava di "lotta per la sopravvivenza", oggi i cagliaritani guardano con ambizione alla parte sinistra del tabellone. Il Cagliari ha ora 28 punti e considerando che la quota salvezza storica oscilla intorno ai 35-37, con questa vittoria ha messo una seria ipoteca sulla permanenza in A. Il distacco dalla Fiorentina (terzultima a 17 punti) è ora di ben 11 lunghezze. Nello specifico, nello spazio temporale di sole tre settimane, Pisacane ha scavalcato Torino, Parma, Cremonese e Genoa, agganciando il treno di Sassuolo e Udinese. Non sicuramente roba di poco conto. Ma il dato che più rafforza la tenacia e l’abnegazione del mister è il fatto di aver incassato un solo gol nell’ultimo trittico di gare. La difesa, guidata da Mina, è diventata una sorta di fortezza. E va ad aggiungersi ad una fase offensiva che stupisce: la squadra crea tanto e finalizza con una cattiveria agonistica mai vista prima. Pisacane ha trovato l'equilibrio perfetto tra il pragmatismo difensivo e la fantasia dell’attacco. Il mercato di riparazione si è chiuso senza grandi clamori, a parte le partenze di Luperto e Luvumbo che sono state una sorta di contentino. Ed ora si andrà avanti sino a fine stagione in apnea, con il Cagliari che non dovrà sollevare le braccia dal manubrio, ma che dovrà cercare di raggranellare più punti possibile per dare un senso ad un torneo che ultimamente ha preso la piega sognata alla vigilia.

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