Finisce 24-20 una gara folle. I catalani dominano a lungo, volano sul 5-17 e resistono avanti fino al 76'. Poi Gonzalez firma il sorpasso che spegne la luce. Un punto in classifica che sa di fiele.
MILANO – Domenica scorsa avevamo celebrato il "miracolo laico" della rimonta, sempre a Milano; oggi ci tocca raccontare la nemesi, quella legge non scritta dello sport per cui chi troppo si illude, alla fine viene punito. Al campo "G.B. Curioni" di Milano alle 14:30, l'Amatori Rugby Alghero perde 24-20 contro il Rugby Milano nella decima gara del girone 2 del campionato di serie A, ma lo fa nel modo più doloroso possibile: dopo aver tenuto in pugno la partita per trequarti di gara e aver assaporato un altro colpo grosso in trasferta.
È stata una "gara folle", come l'hanno definita a caldo dagli spogliatoi. E i numeri non mentono. L'avvio è shock: pronti via e al 1' minuto Vinciguerra buca la difesa sarda portando i lombardi sul 5-0. Sembra il preludio a una disfatta, e invece è la sveglia. L'Alghero, forte dello spirito guerriero ritrovato sette giorni prima, si affida al piede chirurgico di Steenkamp. L'apertura piazza tre volte (4', 32', 39') e manda le squadre al riposo sul 5-9 per gli ospiti.
La ripresa si apre con l'illusione della fuga. Al 43' Serra trova il varco giusto e schiaccia in meta: 5-14. Quando al 55' Steenkamp allunga ancora dalla piazzola portando il parziale sul 5-17, la pratica sembra archiviata. Milano pare alle corde, Alghero padrona del campo.
Ma il rugby è sport di logoramento e, talvolta, di episodi che girano il vento. In otto minuti l'ASR Milano si rimangia tutto lo svantaggio. Al 58' Antinori segna (Galimberti trasforma) e accorcia sul 12-17. Al 63' è Gonzalez a pareggiare i conti con una meta non trasformata: 17-17.
L'Alghero ha un sussulto d'orgoglio. Al 65' ancora il piede di Steenkamp rimette il naso avanti: 17-20. Si resiste, si combatte, si guarda il cronometro. Fino al minuto 76, quello fatale. Ancora Gonzalez viola la linea di meta sarda, Galimberti aggiunge i due punti della trasformazione e fissa il tabellone sul definitivo 24-20.
Resta l'amarezza per un'occasione gettata alle ortiche proprio sul traguardo. L'Alghero porta a casa il punto di bonus difensivo (avendo perso con uno scarto inferiore a 7 punti), muovendo la classifica a quota 22. Ma tornare a casa sapendo di aver dominato e di essere stati beffati a quattro minuti dalla fine fa male più di una sconfitta netta. È la dura legge del campo, che non fa sconti nemmeno a chi ha cuore.