A Maria Pia va in scena la battaglia della volontà. I ragazzi di Toniolo chiudono avanti la prima frazione (21-17), ma cedono alla distanza contro un avversario più esperto. Il coach: "Esserci è già vincere".
ALGHERO – Ci sono sconfitte che profumano di vittoria, o quantomeno di vita. Sul prato – divenuto ormai risaia per le piogge insistenti di questi giorni – l’Under 16 dell’Amatori Rugby Alghero ha onorato il gioco più bello e crudele del mondo. Contro il Sinnai finisce 26-45, un punteggio che i tabellini freddi registreranno come una disfatta, ma che la cronaca vera deve raccontare come un atto di resistenza.
L'illusione della gloria.
La pioggia ha reso il campo di Maria Pia un teatro per eroi antichi, dove la palla ovale diventa una saponetta e le gambe pesano come macigni. In questo scenario, che Toniolo definisce saggiamente "la parte divertente di giocare a rugby", l'Alghero ha costruito un primo tempo da incorniciare.
Contro ogni pronostico, e contro le ormai note "difficoltà numeriche" che rendono questa stagione un percorso a ostacoli, i padroni di casa hanno gettato il cuore oltre la mischia. Al fischio di metà gara, il tabellone recitava un incredibile 21-17 per l'Alghero. Un vantaggio costruito su placcaggi furiosi e quella voglia di stupire che appartiene solo a chi non ha nulla da perdere.
Il calo alla distanza. Nella ripresa, la logica fisica ha presentato il conto. Il Sinnai, compagine più esperta, più quadrata e meglio organizzata, ha atteso che le riserve di ossigeno dei catalani andassero in rosso.
La partita è rimasta in bilico, vibrante e incerta, fino a dieci minuti dal termine. Poi, la diga ha ceduto. Tre mete in rapida successione degli ospiti hanno scavato il solco finale, punendo oltremodo un'Amatori Alghero che aveva finito la benzina ma non l'orgoglio.
Il verbo di Toniolo.
Dalla panchina, Matteo Toniolo osserva con l'occhio clinico di chi sa pesare le prestazioni al netto del risultato. Niente drammi, anzi.
«Intanto siamo riusciti ad andare in campo, e quest'anno non è scontato», ammette il tecnico, filosofo del realismo. «Hanno giocato un ottimo primo tempo, incoraggiante rispetto alle uscite precedenti. Sono contento dei ragazzi».
L'analisi tecnica è lucida: «Sono mancati sulla tenuta nel secondo tempo. Il Sinnai è più esperto, ci stava. Ma fino a un quarto d'ora dalla fine eravamo lì». Menzione d'onore per Fabio Foffano e Josto Salaris autori di tutti i punti e migliori in campo assieme al capitano Riccardo Lupinu. Segnali incoraggianti, dunque. Segnali di una squadra che, pur tra mille difficoltà e con il fango fino alle caviglie, è viva, lotta e sa anche far paura alle grandi. Il risultato è un dettaglio, la garra vista nel primo tempo è la sostanza su cui provare a costruire il futuro.