Blitz dei Forestali nell'Arcipelago: scoperta una discarica "sistematica" di scarti da cantiere. Dalla proprietà privata l'invasione nel demanio dello Stato. I responsabili sono titolari di una ditta locale.
LA MADDALENA/CAPRERA – C'è chi il Parco Nazionale lo ammira e chi, a quanto pare, lo usa come pattumiera. Nei giorni scorsi, la bellezza intoccabile di Caprera si è scontrata con la brutale realtà del cemento abusivo. I Carabinieri Forestali del Posto Fisso di Caprera hanno denunciato due persone per gestione illecita di rifiuti, scoperchiando un sistema di smaltimento che definire disinvolto sarebbe un eufemismo.
Il sistema
Non si trattava di un sacchetto abbandonato per distrazione, ma di un metodo. Le indagini dei militari, dipendenti dal Centro Anticrimine Natura di Cagliari, hanno individuato in agro del Comune di La Maddalena un’area trasformata in deposito incontrollato.
Secondo gli accertamenti, i due indagati – cittadini italiani residenti nell'isola e titolari di una ditta operante nel settore edile – «da tempo effettuavano illegalmente il trasporto, lo smaltimento e il deposito di rifiuti speciali non pericolosi risultanti dall’attività edilizia della ditta, senza le autorizzazioni previste dalla normativa».
L'invasione del demanio
Il dettaglio che aggrava la posizione degli indagati è la spudoratezza dell'azione. L'attività illecita è iniziata in un terreno privato, sito nei pressi di via Suor Gotteland, dove la ditta stava eseguendo dei lavori. Ma lo spazio non bastava.
A causa del «progressivo accumulo di materiale», l’abbandono ha tracimato i confini, estendendosi alla «limitrofa area demaniale militare sempre all’interno del territorio del Parco Nazionale dell’Arcipelago maddalenino». In sintesi: si sporca a casa propria e, quando è piena, si invade quella dello Stato.
Le accuse
I due responsabili, identificati come l’amministratore unico e il direttore dei lavori della società edile, sono stati deferiti a piede libero alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania.
I reati contestati sono pesanti: «gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi e occupazione di suolo pubblico».
La nota stampa, autorizzata dal Procuratore Gregorio Capasso, precisa doverosamente che i fatti si riferiscono alla fase delle indagini preliminari, fatto salvo il giudizio di merito. Resta però il dato di fatto: in uno dei santuari naturali del Mediterraneo, c'è ancora chi pensa di poter agire al di sopra delle regole.