La sfida salvezza del Franchi la decide Marco Palestra, laterale ventenne di proprietà dell’Atalanta e già sul taccuino di mezza Serie A (e non solo): assist (per Kiliçsoy) e gol per l’azzurrino, che regala al suo Cagliari il secondo successo di fila e lo allontana dalla zona rossa. Dove resta impantanata invece la Fiorentina, ancora vittima di vizi antichi: la Viola dorme per un tempo, si fa sorprendere ancora a inizio ripresa e la riapre troppo tardi con il subentrato Brescianini. Dopo 4 risultati utili di fila per la squadra di Vanoli arriva il primo ko del 2026. La strada verso la salvezza è ancora lunga e piena di insidie. Dopo l’omaggio pre partita al presidente Rocco Commisso, con tutti i ragazzi e le ragazze del settore giovanile in campo con un fiore bianco in mano e una foto di lui sorridente a centrocampo, la Fiorentina riparte ancora senza Kean (dolorante a una caviglia), sostituito da Piccoli, e con il neo acquisto Solomon al posto dell’infortunato Parisi.
Il Cagliari, reduce dal successo sulla Juventus, punta su un 4-4-1-1 con Esposito alle spalle di Kiliçsoy. La Viola parte forte sull’onda delle emozioni sfruttando bene le fasce: dopo pochi minuti subito una fiammata di Gudmundsson sulla sinistra, poi un paio di serpentine velenose di Solomon, che però si spegne presto come tutta la squadra. La mossa di Pisacane di piazzare Esposito su Fagioli, togliendogli aria e idee, funziona, perché il play viola fatica a trovare la posizione e senza la sua regia il gioco è lento e scontato. Così il Cagliari passa in vantaggio alla prima occasione, sfruttando la corsa e il piede di Palestra: l’esterno sprinta sulla destra, si libera di Gosens e poi dipinge un cross perfetto per la testa di Kiliçsoy. Comuzzo salta in ritardo e mette il pallone in porta. La Fiorentina un po’ si scuote e prova a reagire spinta da Gudmundsson, il migliore del primo tempo: l’islandese riceve palla in area di rigore si smarca e calcia ma un super Caprile gli nega il pari. Nella ripresa Vanoli inserisce Fabbian per Mandragora ma l’avvio del secondo tempo è shock: la Viola è sterile e imprecisa nel palleggio, i sardi invece sono micidiali in ripartenza, come sintetizza bene l’azione del raddoppio, ancora targata Palestra: palla persa da Ndour, Esposito vede l’inserimento dell’azzurro che non fallisce il 2-0. Vanoli tenta il tutto per tutto con i nuovi: dentro pure Harrison e Brescianini ma solo l’ultimo riesce a lasciare il segno sulla partita. La Fiorentina alza il baricentro ma non il ritmo, chiude il Cagliari nella propria metà campo e il forcing prolungato produce il gol della speranza: azione avviata da Solomon, grande suggerimento rasoterra per Brescianini che da pochi passi non sbaglia. La Viola ci prova ancora con Fabbian (fermato da Caprile) e Brescianini (bis di testa murato da Mina), ma si rivedono vecchi difetti, come le distanze eccessive tra i reparti e le idee scarse. Il Cagliari invece è perfetto nella sua essenzialità: niente fronzoli, gioco verticale, chiusura degli spazi e una difesa solida. Così ci si salva.