La classifica del Cagliari torna a preoccupare. A Bologna i rossoblù di Nicola reggono solo un tempo.

Il Bologna si prende il quinto successo consecutivo al Dall’Ara. Gli bastano una manciata di minuti nel secondo tempo (otto), un mini-break. Niente da fare per il Cagliari. Volenteroso sì, ma non abbastanza. I sardi erano andati pure in vantaggio nel primo tempo: troppo scarica la squadra di Vincenzo Italiano per fare di più. È un’illusione. L’ingresso di Cambiaghi a inizio ripresa è l’asso pigliatutto di Italiano. Il resto lo fa Orsolini: così così nel primo tempo, matador implacabile nella ripresa (doppietta, e in campionato sale a quota 9). Ma c’è molto di più nel 2-1 finale al Dall’Ara. Una gara che ha detto del carattere del Cagliari come di quello, mai domo, del Bologna in piena corsa per l’Europa. In cerchio, a centrocampo. Uniti. Nella buona e nella cattiva sorte. L’avevano cominciata così gli uomini di Italiano. E nonostante un Cagliari mai remissivo (ma ultra coperto dietro e più reattivo in avanti nei primi 45’), il gioco passa comunque dai piedi di un Bologna confuso, non in palla. Al centro dell’attacco, quello tra Mina e Castro è il duello del giorno: spallate, provocazioni, sportellate. Il campionario è tutto lì. Ma non è dal bomber argentino che arriva il primo guizzo del match, semmai da destra con Calabria. L’ex milanista al 3’ lascia andare il sinistro, una bella rasoiata da fuori area non lontano dal palo. Sugli esterni il Cagliari sente la pressione. Pure se Dominguez (sufficiente, non di più) non è in giornata di grazia. Al 16’ Lykogiannis disegna il solito cross di qualità: Erlic svetta di testa, ma né Castro né altri rossoblù trovano una deviazione da due passi. Chi pensava a una gara a senso unico deve però ricredersi. Con le squadre di Davide Nicola è sempre così. Infatti al 22’ sono i sardi a passare: Piccoli riceve dalle retrovie, controlla di petto, gestisce, e serve Augello a sinistra. Il cross di ritorno è un invito a nozze, anzi al golazo: la deviazione vincente di testa porta il Cagliari in vantaggio, 0-1. Non hanno fretta, i sardi. E così il Bologna deve pensare a modi creativi per impensierire gli avversari. Ne trova uno Fabbian, al 39’, quando serve Castro al centro dell'area: l’argentino, in spaccata, arriva a tanto così dal pari. Ma tutti i meriti del Cagliari non vanno dimenticati, con Adopo e Makoumbou spartani nel cuore dell’azione, e una difesa, con il già citato Mina su tutti, sempre con le antenne dritte. E allora vai con la Italiano revolution: dentro Cambiaghi, Ferguson e Odgaard (al posto di Dominguez, Pobega e Fabbian). Resta in campo Orsolini, impalpabile nel primo tempo: sarà fondamentale. Per i rossoblù è tutta un’altra musica. Che suona dopo tre minuti per la conquista di un rigore: Felici (appena entrato) commette fallo su Cambiaghi. Rigore. Dagli undici metri ci pensa Orsolini a mettere l’1-1. E vicino al bis ci va Lucumi una manciata di secondi più tardi dopo un angolo di Cambiaghi: il riflesso di Caprile è tanto bello quanto decisivo. Poco male. L’asse Cambiaghi-Orsolini funziona, e bene. Al punto che all’11’ il Bologna ribalta la partita nello spazio di otto minuti. È di nuovo Cambiaghi, solitario d’eccezione, una giocata con palla in diagonale per Orsolini che deve solo mettere dentro il 2-1. In vantaggio, il Bologna diluisce le energie e i ritmi. Il Cagliari non è più quello del primo tempo, però. A 15’ dalla fine Lucumi si vede annullare un gol (fuorigioco). Orsolini lascia spazio a Beukema mentre la curva gli intona inno e gloria.

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