La Asl di Lanusei chiude il 2025 in controtendenza: superato il primato del 2023. Oltre 600 unità inviate nel resto dell'Isola per coprire le carenze. La strategia vincente? Andare a cercare i donatori nelle scuole e al Rally.
LANUSEI – Mentre la sanità sarda spesso arranca tra carenze e liste d'attesa, c'è un angolo dell'Isola che non solo basta a se stesso, ma riesce a dare una mano agli altri. L'Ogliastra si conferma una roccaforte di solidarietà silenziosa e concreta: il 2025 va in archivio con un record assoluto per il Centro trasfusionale della Asl, che ha messo in cassaforte ben 2.732 sacche di sangue.
Il dato significa essersi lasciati alle spalle la flessione del 2024 (fermo a 2.541 unità) e aver battuto il precedente primato del 2023. Ma il vero successo politico e sanitario sta in un altro numero: 604. Sono le sacche che da Lanusei sono partite verso altri territori della Sardegna, boccate d'ossigeno per ospedali in affanno, a testimonianza di una rete che funziona.
Il metodo: uscire dall'ospedale
Il segreto di questo exploit è l'organizzazione. La Asl e le Avis territoriali hanno capito che non si può aspettare il donatore in corsia, bisogna andarlo a prendere.
«Siamo felici di avere raggiunto questo traguardo — evidenzia la direttrice del Centro, Giusy Cabiddu — col tempo abbiamo costruito nel territorio una rete solidale di raccolta, grazie alla collaborazione con scuole, Forze dell'ordine e associazioni sportive. La soddisfazione è doppia se consideriamo che è il nostro personale a recarsi direttamente sul territorio, contribuendo a creare un legame di conoscenza e fiducia con i cittadini».
Dalle feste patronali al Rally
La strategia è stata capillare: autoemoteca in piazza durante le feste patronali e presidi durante i grandi eventi. Un esempio su tutti: il "Rally Terra Sarda" di ottobre, dove tra una sgommata e l'altra sono state raccolte 40 sacche.
E poi c'è il fattore giovani, spesso accusati di disinteresse, qui protagonisti.
«Bisogna sottolineare il grande contributo dato dalle giovani generazioni — aggiunge la dottoressa Cabiddu — siamo andati nelle scuole e abbiamo riscontrato una grande partecipazione. Molti studenti sono poi venuti spontaneamente nel nostro Centro. Non a caso, l’indice di donazione dei più giovani è aumentato sensibilmente».
Autonomia tecnologica
Oltre ai numeri, cresce la qualità. L'Ogliastra oggi è autonoma anche nella produzione di plasma clinico, grazie a investimenti mirati.
«Nell'ultimo anno abbiamo compiuto un ulteriore salto di qualità - precisa la direttrice - grazie all’acquisto di un moderno abbattitore di temperatura che ci ha consentito di raggiungere la piena autonomia per la produzione del plasma ad uso clinico».
Si guarda al futuro, per non disperdere questo patrimonio civico: «La donazione è un atto di civiltà insostituibile che lega più generazioni. Per questo invitiamo tutti i cittadini e, specialmente i più giovani, ad unirsi a questa catena di solidarietà che trasforma il gesto di un singolo, in una risorsa vitale per l'intera comunità».