Ittiri, l'Areus esclude i volontari storici dal 118: scoppia la bufera politica e legale

IL CASO DELLE AMBULANZE

Fuori dal bando l'associazione Abbadorzu, attiva in paese dal 1997. Lettera all'assessore regionale ad interim Todde: "Decisione senza basi normative". L'ex consigliere Piana: "Gestione poco trasparente, si rischia il contenzioso".

di Pasqualino Trubia

Ittiri – La gara per le ambulanze si trasforma in un caso politico. L'Areus (l'Azienda regionale per l'emergenza urgenza) ha chiuso le procedure per assegnare la postazione di base del 118 a Ittiri. Dal bando, però, è stata estromessa l'associazione locale Abbadorzu Odv, una realtà storica composta da soccorritori del posto e fondata nel 1997. Il braccio di ferro sui documenti I volontari non ci stanno. Hanno impugnato carta e penna e scritto ai vertici dell'Areus e all'assessorato regionale alla Sanità per contestare il siluramento. Le tappe della vicenda sono messe nero su bianco. L'associazione ha risposto regolarmente al bando pubblicato a dicembre 2025. Il 22 gennaio l'Areus ha chiesto di integrare i documenti. I volontari hanno consegnato i fascicoli richiesti. Poi, il 16 febbraio, è piombata sulle scrivanie dell'associazione la pec con l'esclusione definitiva. Il direttivo dell'Abbadorzu va all'attacco. Denuncia l'assenza di spiegazioni legali a supporto della bocciatura.

Nella lettera ufficiale si legge: «In assenza di dati normativi o di criteri pubblici, la decisione appare contraddittoria rispetto al principio di leale partecipazione e di pari opportunità per tutte le realtà operanti sul territorio». Il rischio evidenziato dai volontari è prettamente operativo. Togliere il servizio a chi conosce capillarmente le strade del paese significa mettere in pericolo i tempi di risposta e l'efficacia degli interventi in emergenza.

A gettare benzina sul fuoco ci pensa Tore Piana. L'ex consigliere regionale entra in tackle sui vertici della sanità. Prende le difese dei volontari estromessi e avverte l'Agenzia del rischio di paralizzare il soccorso finendo dritti in tribunale: «Da ex consigliere regionale, ritengo che una scelta di questo tipo potrebbe generare malumori nella comunità locale e alimentare la percezione di una gestione non pienamente trasparente di un servizio essenziale come il 118, che dovrebbe invece basarsi su criteri oggettivi, verificabili e orientati all’interesse pubblico». L'appello per riaprire i faldoni Il fronte chiede un immediato passo indietro.

Piana sollecita l'Areus a rianalizzare le carte di tutti i partecipanti per evitare i contenziosi. L'associazione Abbadorzu va oltre: pretende la pubblicazione dei veri criteri di valutazione usati per l'esclusione e chiede l'apertura di un confronto pubblico a tutela della comunità. La palla ora passa alla Regione.

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