I beni della Chiesa confiscati dallo Stato per ridisegnare Alghero: un saggio svela la rivoluzione immobiliare dell'Alghero ottocentesca

Venerdì pomeriggio all'ex Seminario lo studioso Stefano Campus illustra il suo libro sui conventi soppressi e le nuove gerarchie del potere locale.

Il grande passaggio di ricchezze dai forzieri ecclesiastici alle mani dei privati ha mutato per sempre la geografia sociale di Alghero. Le dinamiche di questa transizione storica sono al centro del volume "Chiesa, proprietà e potere ad Alghero", scritto da Stefano Campus e pubblicato per i tipi di Panoramika Editrice, che verrà discusso venerdì 24 aprile, alle ore 17.30, all'interno della sala conferenze dell'ex Seminario cittadino, al civico 179 di via Sassari.

L'opera indaga il cruciale periodo a cavallo tra la fine del Settecento e la metà dell'Ottocento, un'epoca segnata dalla soppressione degli ordini religiosi, ovvero la decisione con cui le autorità statali sciolsero d'imperio conventi e congregazioni per incamerarne i possedimenti. Il sequestro pubblico di questi immensi patrimoni e la loro successiva rimessa sul mercato immobiliare favorirono la nascita di nuove fortune private e stravolsero i vecchi equilibri economici della città. Il libro non si limita a un'analisi teorica, ma poggia su un vasto impianto documentale: l'autore ha studiato gli antichi registri catastali del Comune, gli inventari dell'epoca, gli atti firmati dai notai e le carte originali custodite nel Fondo delle Corporazioni Religiose Soppresse, lo specifico archivio storico in cui sono raccolti i faldoni appartenuti agli enti ecclesiastici chiusi per legge.

Il dibattito in programma venerdì, organizzato in stretta collaborazione con le associazioni Òmnium cultural de l'Alguer e Università delle tre età, rappresenta il secondo appuntamento pubblico dedicato all'opera, dopo il successo di presenze registrato alla prima uscita. L'intento degli organizzatori è riprendere i nodi centrali del saggio scendendo nel dettaglio, per offrire ai presenti una mappa precisa di quali fossero effettivamente gli immobili in mano ai prelati e di come la loro alienazione abbia lasciato un'impronta materiale ancora oggi rintracciabile nel tessuto urbano e nella memoria storica del capoluogo della Riviera del Corallo. La discussione sarà coordinata da Tonino Baldino, al quale spetterà il compito di scandire i tempi del confronto diretto tra l'autore e la docente dell'Università di Sassari Marina Sechi Nuvole.

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