Il 12 settembre la Chiesa celebra il Santissimo Nome di Maria, una ricorrenza che segue di pochi giorni la Natività della Vergine. Questa festa, istituita ufficialmente nel 1684 da papa Innocenzo XI, trova le sue radici nella tradizione ebraica, dove il nome rappresentava l’essenza stessa della persona. I padri della Chiesa hanno infatti più volte riflettuto sul significato profondo del nome “Maria”, interpretandolo con svariate accezioni: *Stella del Mare*, *Sovrana*, *Protettrice* e, secondo alcuni studi etimologici, anche come “amata”, dalla radice egiziana legata all’amore.
La festa fu promossa a livello universale dopo l’assedio di Vienna del 1683, quando le truppe cristiane, guidate dal re di Polonia Giovanni III Sobieski, attribuirono alla protezione di Maria la vittoria contro gli Ottomani.
Da allora, la memoria del Nome di Maria è proposta ai fedeli come esempio di fiducia e protezione nei momenti di crisi.
Nel corso della storia, gli studiosi hanno trovato nel nome di Maria molti significati simbolici. Alcuni rabbini vedono un’origine nel termine ebraico “amarezza”, legando la figura di Maria ai dolori vissuti nel corso della sua vita — dolore che, secondo la dottrina cristiana, ha assunto una valenza redentrice per l’umanità. Altri invece preferiscono insistere sull’interpretazione di “Stella del Mare” o “mare di grazie”, ed è diffusa nella spiritualità cattolica la convinzione che tutte le grazie confluiscano in Maria, come i fiumi nel mare.
Dopo la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, la festa fu rimossa dal calendario universale, ma grazie a san Giovanni Paolo II nel 2002 tornò ad essere celebrata il 12 settembre.
La ricchezza di interpretazioni e la permanenza di questa devozione testimoniano la centralità della figura di Maria nel cuore dei fedeli: invocare il suo Nome significa richiamare protezione, misericordia e speranza.