Chi era Joker, il cane dal fiuto infallibile

Aveva il nome di un personaggio da fumetto, ma nella vita vera era un eroe silenzioso. Joker era un Bloodhound svizzero, uno dei cani molecolari più straordinari d’Europa. Il suo olfatto – capace di distinguere un odore tra migliaia – ha permesso di ritrovare persone scomparse e di scrivere pagine importanti nella storia delle indagini scientifiche.

Ha servito per nove anni nel gruppo cinofilo della Polizia Cantonale, guidato dal sergente capo Omar Barchi, che lo allevò e lo affiancò in oltre 350 interventi. Un binomio perfetto, fondato sulla fiducia e sull’intesa: l’uomo che leggeva le tracce del mondo e il cane che le traduceva in direzioni, percorsi, risposte.

Joker fu impiegato anche nelle ricerche di Yara Gambirasio, a Brembate di Sopra, una delle indagini più seguite d’Italia. Chi lo ha visto lavorare racconta che, una volta fiutata la traccia, non esisteva modo di distrarlo: «Quando era all’opera – ricorda Barchi – diventava concentrato e riflessivo. Nessuno poteva distoglierlo dal suo obiettivo».

Si è spento nel 2015, ma il suo nome continua a circolare tra gli addestratori e nelle scuole cinofile come un modello. Un cane che non si limitava a obbedire: ragionava. E forse è per questo che di Joker si parla ancora, come si parla dei campioni veri — quelli che non hanno bisogno di medaglie per essere ricordati.

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