Accadde oggi: il 20 Maggio 1982 nasce l'ex portiere Petr Cech

Tanti auguri all'ex portiere ceco Petr Cech,che oggi compie 43 anni. Si è ritirato nel 2019 dopo 17 anni di carriera. È nato a Plžen il 20 Maggio 1982 e ha cominciato la sua carriera nelle giovanili della sua città. Da professionista debuttò a soli 17 anni con la maglia dello Chmel Blšany per poi giocare nella stagione 2001/2002 con lo Sparta Praga. Nel 2002 ha vinto l'europeo Under 21 con la sua nazionale prima di passare al Rennes,nel quale giocò fino al 2004. In nazionale ha disputato dal 2002 al 2016 124 partite (detiene ancora il record di presenze) ed è stato premiato per 9 volte come giocatore ceco dell'anno e per 10 volte il Pallone d'Oro della Repubblica Ceca. Dopodichè passò al Chelsea,allenato all'epoca da Josè Mourinho con Abramovic presidente. Quest'ultimo spese 13 mln di euro per portarlo a Londra. Da quel momento è arrivata la sua consacrazione come portiere perchè ha vinto numerosi trofei con i "Blues" ma,nel 2006,durante una partita di campionato con il Reading,subì dopo 16 secondi dall'inizio del match un bruttissimo infortunio al cranio cercando di recuperare un pallone in uscita riportando una frattura con successiva emorragia (questo è ciò che si scopre dopo gli esami in ospedale) dopo uno scontro con Stephen Hunt che,non fermando la sua corsa,lo colpì con il ginocchio. Il ceco è stato trasportato subito all'ospedale per sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico. Aveva rischiato di terminare anzitempo la carriera ma i medici poi dissero che potè tornare in campo a patto però che indossasse un casco protettivo come quelli da rugby (che proteggono le orecchie) con uno strato di gommapiuma cucita fino a fine carriera: indispensabile per poter svolgere regolarmente la sua attività da portiere. Ritornò in campo dopo 90 giorni da quel fatale infortunio, il 20 Gennaio del 2007 contro il Liverpool e tutti rimasero stupiti a vederlo con quel casco,che si rivelò utile per evitare altri infortuni gravi. L'anno dopo il brutto incidente (nel 2007/2008) torna a sfoderare prestazioni ad altissimi livelli e venne nominato miglior portiere della Champions League (persa in finale ai rigori contro i Red Devils). Nella stagione 2011/2012 vinse la Champions League con il Chelsea guidato da Roberto Di Matteo che ebbe la meglio sul Bayern Monaco di Jupp Heynckes e si rese protagonista parando 3 rigori: 1 a Robben,1 a Schweinsteiger e 1 a Olic dopo l'1-1 maturato fino ai tempi supplementari. L'anno dopo (nel 2012-2013) vinse anche l'Europa League con gli inglesi che si imposero per 2-1 contro il Benfica. Nel 2014/2015,Mourinho gli preferì per quasi tutto l'anno Courtois accettando così di fare la riserva. Con i "Blues" ha vinto complessivamente 3 Coppe di Lega,4 Premier League,2 Community Shield,4 Coppe D'Inghilterra,1 Champions League e 1 Europa League. Nel 2015 (a 33 anni) va all'Arsenal per 11 milioni di euro. Ha avuto come allenatori Arsène Wenger e Unai Emery. Con i "Gunners" ha vinto 2 Community Shield,1 Coppa D'Inghilterra e il premio di miglior portiere dell'Europa League nel 2018-2019. Tra i suoi hobby figurano l'hockey su ghiaccio (nel quale fa proprio il portiere) e la batteria musicale.

Curiosità

Paul Gascoigne, l’ultimo bohémien del pallone
Bisogna tornare a certe sere d’inverno, quando lo stadio odorava ancora di erba tagliata e sudore, per capire davvero Paul Gascoigne. Non un giocatore: un’intemperanza ambulante, una nuvola di genio e follia che attraversava il campo come un santo ubriaco in cerca di redenzione. Di lui hanno scritto milioni di paro...

Chi era Joker, il cane dal fiuto infallibile
Aveva il nome di un personaggio da fumetto, ma nella vita vera era un eroe silenzioso. Joker era un Bloodhound svizzero, uno dei cani molecolari più straordinari d’Europa. Il suo olfatto – capace di distinguere un odor...

Ecco Trionda, il pallone ufficiale dei Mondiali 2026
Mancano poco meno di 250 giorni al fischio d’inizio dei Mondiali di calcio 2026, e la Adidas ha scelto la ribalta internazionale per presentare Trionda, il nuovo pallone ufficiale della competizione. Una sfera che già promette di entrare nella storia, non solo per l...

Ronaldinho, il Gaucho che faceva sorridere il calcio
A marzo ha spento 45 candeline Ronaldo de Assis Moreira. Per tutti, Ronaldinho. Denti da ciuchino, ricci al vento e il sorriso di chi non invecchia mai. In campo regalava magie da marciapiede brasiliano: finte, colpi di tacco, dribbling impossibili. Il pallone gli restava in...