Il Consiglio delle Autonomie locali ha dato parere favorevole all’avvio del percorso per avvicinare le retribuzioni del personale regionale e degli enti locali. Locci indica cinque anni per completarlo e chiede di non gravare sui bilanci dei Comuni.
Ridurre il divario retributivo tra chi lavora per la Regione e chi lavora per i Comuni, senza lasciare che il costo ricada sulle amministrazioni locali, soprattutto quelle più piccole. È la condizione posta dal presidente del Consiglio delle Autonomie locali (CAL), Ignazio Locci, dopo il parere favorevole dell’organismo all’avvio del percorso per il cosiddetto Comparto unico: un sistema comune di contrattazione per il personale regionale e quello degli enti locali.
Il parere apre la strada all’attuazione del progetto, ma non significa che gli stipendi siano già stati adeguati. Locci chiede che il percorso abbia tempi certi, risorse regionali e una programmazione capace di reggere nel tempo.
«Il nostro parere favorevole esprime la volontà di contribuire alla piena attuazione del Comparto unico con l'obiettivo di superare gradualmente il divario tra le retribuzioni del personale regionale e di quello degli enti locali. È necessario un percorso certo, da completare entro cinque anni, sostenuto da risorse regionali e compatibile con gli equilibri finanziari dei Comuni, soprattutto di quelli più piccoli».
Secondo Locci, le indennità — somme aggiuntive rispetto alla retribuzione — possono contribuire a migliorare il trattamento economico, ma non sostituire stabilmente una riforma. Il presidente richiama inoltre i 30 milioni di euro annui stanziati per il 2026 e sollecita un piano che definisca con precisione le misure e i finanziamenti necessari.
«Le indennità possono migliorare il trattamento economico, ma non possono diventare la risposta permanente a una differenza che la legge intende eliminare.
Lo stanziamento di 30 milioni di euro annui per il 2026 deve trasformarsi in una programmazione pluriennale e bisogna definire con precisione gli interventi e le risorse necessarie».
Il CAL si dice disponibile a collaborare con la Regione durante l’attuazione, chiedendo che il processo sia sostenibile e verificabile, con scadenze e impegni finanziari chiari.
«Il Cal conferma il suo impegno a collaborare con la Regione per affrontare le problematiche che emergeranno nell’attuazione del Comparto unico perché va garantita la sostenibilità del processo con tempi definiti, impegni finanziari e risultati verificabili».