Approvato all’unanimità l’ordine del giorno per istituire l’organismo d’inchiesta e vigilanza. Nel mandato anche gli effetti territoriali della presenza di detenuti al 41-bis e in alta sorveglianza.
Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta e vigilanza sulla criminalità organizzata, le infiltrazioni mafiose e la corruzione. La proposta, promossa dal gruppo Uniti-Cr e presentata con primo firmatario Cocco, è stata illustrata in Aula da Valdo Di Nolfo. L’iniziativa ha raccolto adesioni tra maggioranza e opposizione.
Nel comunicato diffuso dopo il voto, Di Nolfo inquadra così il motivo della proposta: «La Sardegna non è una terra di tradizionale insediamento mafioso, ma questo non significa che sia immune dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. Questa è arrivata in Sardegna grazie soprattutto al trasferimento dei boss mafiosi detenuti in regime di 41-bis e di alta sicurezza. Il Parlamento sardo ha il dovere di conoscere i rischi, analizzarli e prevenirli, prima che diventino emergenze difficili da contrastare».
Il campo d’indagine indicato comprende i possibili tentativi d’infiltrazione nell’economia, negli appalti e subappalti pubblici, nella gestione delle risorse finanziarie e nelle amministrazioni locali. Il comunicato richiama anche gli investimenti europei, quelli del PNRR - il Piano nazionale di ripresa e resilienza - e le grandi opere. L’obiettivo dichiarato è individuare eventuali vulnerabilità e rafforzare la prevenzione, non attribuire responsabilità a singoli enti o settori.
Il testo dell’ordine del giorno richiama in modo esplicito i detenuti sottoposti al 41-bis e all’alta sorveglianza. Il 41-bis, spesso chiamato “carcere duro”, è un regime speciale che limita i contatti dei detenuti con l’esterno per impedire che mantengano legami operativi con le organizzazioni criminali. I primi detenuti sottoposti a questo regime sono arrivati nella nuova sezione del carcere di Uta il 5 settembre. La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha contestato le modalità e le ricadute della decisione del Governo, precisando di non mettere in discussione il 41-bis come strumento di contrasto alle mafie.
La disposizione sui compiti della Commissione recita: “Vigilare, nell'ambito delle competenze regionali, sugli effetti territoriali connessi alla presenza di detenuti sottoposti ai regimi di cui all'articolo 41-bis e di alta sorveglianza”. Di Nolfo spiega la necessità di un controllo preventivo con queste parole: «Le organizzazioni criminali cercano opportunità economiche, investimenti e spazi nei quali insinuarsi. Per questo la politica deve assumersi la responsabilità di vigilare, senza aspettare che siano le inchieste giudiziarie a raccontarci ciò che avremmo dovuto vedere prima. La Commissione rappresenta uno strumento concreto per approfondire questi fenomeni, individuare le vulnerabilità del nostro sistema e rafforzare la capacità di prevenzione delle istituzioni». La Commissione sarà un organo del Consiglio regionale, chiamato a svolgere attività di conoscenza e controllo nell’ambito delle competenze dell’ente.
Il capogruppo sottolinea poi il sostegno trasversale raccolto dalla proposta: «Il fatto che questa proposta sia stata sottoscritta da consiglieri di maggioranza e opposizione dimostra che, su temi come la lotta alle mafie e alla corruzione, esiste una responsabilità condivisa, che deve andare oltre le appartenenze politiche - continua Di Nolfo-. È un segnale importante che arriva dal Parlamento dei sardi. La criminalità organizzata non guarda al colore politico delle amministrazioni e noi abbiamo il dovere di difendere insieme le nostre istituzioni, la legalità e il futuro della Sardegna».
E conclude: «Su questo tema non ci sono state, non ci possono essere e mai ci saranno divisioni: l'aula infatti ha approvato all'unanimità la proposta della lista civica regionale "Uniti" -sottolinea l’onorevole-. Per questo devo ringraziare tutte le colleghe e i colleghi onorevoli, in particolare i gruppi del Movimento 5 Stelle, di Sinistra Futura e di Orizzonte Comune che già nel dicembre 2025 hanno presentato con noi la proposta e infine anche il gruppo del Partito Democratico che, dopo mesi, ha sostenuto con forza in aula il provvedimento».
L’unanimità certifica il voto favorevole all’atto sull’istituzione della Commissione. Sarà il lavoro dell’organismo a mostrare quanto quell’intesa si tradurrà in verifiche, informazioni condivise e misure di prevenzione.