Il progetto regionale, finanziato con 3,47 milioni del PNRR, durerà 18 mesi e coinvolgerà persone con più di 80 anni. Previsti interventi per il deterioramento cognitivo, il monitoraggio delle terapie e l’isolamento sociale.
Portare una parte dell’assistenza sanitaria e sociale direttamente a casa delle persone più anziane, usando anche strumenti digitali. È l’obiettivo di “A Kent’Annos in Salude”, il progetto presentato oggi a Cagliari dalla Regione e affidato ad ARES Sardegna, che ne coordinerà l’attuazione per il Servizio sanitario regionale.
L’iniziativa ha ottenuto 3,47 milioni di euro dal PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell’ambito di un bando AGENAS dedicato ai grandi anziani. Secondo la Regione, si è classificata prima nell’area Sud e terza a livello nazionale.
Nei prossimi 18 mesi dovrebbe coinvolgere 1.410 persone con più di 80 anni, distribuite in tutto il territorio sardo.
Il progetto punta a intervenire su tre aspetti: il deterioramento cognitivo, con attività di stimolazione cognitiva e motoria; la difficoltà nel seguire correttamente le terapie, attraverso dispenser digitali per i farmaci; l’isolamento sociale, con strumenti domotici — dispositivi installati nell’abitazione — e il raccordo con i servizi sociali.
Il lavoro sarà organizzato in tre macroaree: Nord, con le Asl di Sassari e Gallura; Centro, con Nuoro, Oristano e Ogliastra; Sud, con Cagliari, Medio Campidano e Sulcis Iglesiente. Sono previste équipe composte da servizi sanitari e sociali, medici di famiglia, farmacie, università e realtà del Terzo settore.
Tra le strutture coinvolte figurano anche le Centrali operative territoriali, che coordinano l’assistenza sul territorio.
«“A Kent’Annos in Salude” rappresenta la nostra visione di sanità di prossimità: una rete coordinata e capace di portare l'assistenza e la telemedicina direttamente nelle case dei cittadini, combattendo l'isolamento e valorizzando la sinergia imprescindibile tra il sistema sanitario, le ASL, i Distretti, i Comuni e il Terzo Settore su tutto il territorio regionale», dichiara la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde. «Con questa iniziativa la Regione riafferma la centralità delle persone anziane, che rappresentano le radici e la memoria della nostra comunità».
ARES avrà il compito di coordinare il progetto e verificare il funzionamento del modello, con l’obiettivo dichiarato di valutarne la possibile continuità oltre la fase finanziata dal PNRR.
«ARES agisce come soggetto gestore di un progetto multiprofessionale, che ha presentato per l’intero servizio sanitario regionale su mandato della Regione, e che si è distinto nel bando nazionale promosso da AGENAS per i grandi anziani», spiega il direttore generale di ARES Sardegna, Giuseppe Pintor. «Il nostro impegno è garantire la piena operatività dell'Infrastruttura Regionale di Telemedicina con la massima coesione tra le équipe coinvolte dei vari enti, i Distretti, le COT e i servizi sociali.
L'obiettivo è validare un modello assistenziale multidisciplinare, moderno e sostenibile, capace di trasformare queste soluzioni innovative in una risposta ordinaria e permanente per il Servizio Sanitario Regionale».
«La valorizzazione dei progetti territoriali per la presa in carico dei grandi anziani è uno degli assi portanti della riorganizzazione dell'assistenza che stiamo attuando con la Missione 6 del PNRR», evidenzia l’ingegner Ivano Leta di AGENAS. «Il percorso avviato in Sardegna potrà dimostrare come l'innovazione tecnologica e le soluzioni di sanità digitale e telemedicina possano integrarsi concretamente con la rete sociale e la medicina di famiglia, ponendo le basi per percorsi di continuità assistenziale davvero vicini ai bisogni dei cittadini».