La scure del trasferimento pende sull'ospedale Marino e la maggioranza algherese intima l'alt alla Regione

Il consigliere Marco Colledanchise respinge l'ipotesi di svuotare il reparto di Ortopedia per spostarlo al presidio Civile. Chieste garanzie scritte ai vertici della sanità isolana per blindare medici, sale operatorie e macchinari robotici

Il riassetto della rete ospedaliera algherese è un campo minato istituzionale. A innescare la miccia è il destino dell'ospedale Marino, la struttura litoranea da sempre specializzata nella cura delle ossa e delle articolazioni, oggi al centro di voci insistenti su un possibile trasloco del suo reparto cardine verso i padiglioni del presidio Civile. A rompere il silenzio e a tracciare una linea di sbarramento è Marco Colledanchise, esponente di Orizzonte Comune e consigliere eletto tra i banchi della maggioranza cittadina, che ha notificato un vero e proprio ultimatum politico ai vertici della sanità isolana. “Il Marino non si tocca. L’Ortopedia non si sposta. Alghero non si tradisce”, esordisce il rappresentante comunale, chiarendo da subito la portata dello scontro.

L'allarme lanciato dal consigliere si innesta nel delicato passaggio di consegne amministrativo che ha sottratto la gestione del Marino all'Azienda Ospedaliero-Universitaria, la dirigenza accademica sassarese, per riconsegnarla alle dipendenze della Asl, l'Azienda Sanitaria Locale che governa i servizi medici del territorio. Una manovra che Colledanchise bolla come una precisa e consapevole assunzione di responsabilità da parte della giunta regionale guidata da Alessandra Todde. “Il passaggio dal sistema AOU alla ASL è avvenuto. È una scelta politica della Regione, della Giunta Todde e della maggioranza regionale. Bene: ora chi ha deciso si assuma tutta la responsabilità delle conseguenze”, attacca l'esponente di Orizzonte Comune. Il timore esplicitato nel documento è che dietro termini burocratici come razionalizzazione e ottimizzazione si nasconda l'ennesimo taglio ai danni della periferia. Per sventare l'ipotesi, il consigliere pretende la fine dei sussurri di corridoio: “Non bastano comunicati rassicuranti. Non bastano parole generiche. Non bastano promesse dette nei corridoi. Noi vogliamo atti. Vogliamo garanzie scritte. Vogliamo sapere dove resterà l’Ortopedia, quanti medici saranno assegnati, quali sale operatorie resteranno attive”.

La difesa del presidio passa anche per la ferma rivendicazione del suo bagaglio clinico. Svuotare la struttura significherebbe, secondo l'esponente politico, cancellare una vocazione storica costruita decennio dopo decennio da medici come l'ex primario Gianni Lubrano, figura di spicco dell'ortopedia locale e suocero dello stesso Colledanchise, richiamato agli atti non per una difesa familiare ma per certificare l'impegno profuso in quelle corsie. “Il Marino è cresciuto attorno a una missione precisa: ortopedia, traumatologia, riabilitazione, recupero funzionale, chirurgia specialistica. Pensare di svuotarlo di questa funzione significa non capire la storia, non capire la medicina, non capire Alghero”, si legge nella nota. Una storia fatta di investimenti recenti, dalla chirurgia robotica alle attività protesiche, che oggi rischiano la paralisi. A tal proposito, l'esponente della maggioranza non esita a riconoscere i meriti dei passati amministratori, ammettendo che “se in quegli anni anche Michele Pais e altri rappresentanti istituzionali hanno contribuito a difendere e valorizzare quel percorso, va riconosciuto”. Al contempo, avverte chi oggi governa la macchina pubblica: “Chi oggi pensa anche solo di spostare l’Ortopedia dal Marino al Civile commette un insulto alla storia di questo ospedale, un insulto al lavoro di chi lo ha tenuto in piedi, un insulto ai cittadini di Alghero”.

Colledanchise denuncia la totale subalternità della città rispetto alle decisioni assunte nel capoluogo, costretta puntualmente a subire o a protestare a cose già fatte. Per ribaltare questa inerzia, il consigliere ha formalizzato tre richieste perentorie. La prima impone alla Regione e alla dirigenza della Asl di produrre un documento scritto per certificare la permanenza dell'Ortopedia e della Traumatologia all'interno del Marino, garantendo le attuali dotazioni tecnologiche. La seconda istanza chiede la convocazione di una seduta aperta del Consiglio comunale dedicata all'emergenza sanitaria, imponendo la presenza dei vertici aziendali davanti a medici e cittadini. L'ultima richiesta è un appello diretto all'amministrazione affinché smetta di subire passivamente le direttive cagliaritane e assuma una posizione di rigetto totale verso qualsiasi ipotesi di arretramento. “Chi è d’accordo lo dica. Chi non è d’accordo abbia il coraggio di dirlo. Chi tace, su una battaglia come questa, ha già scelto da che parte stare”, conclude Colledanchise, promettendo di sfruttare ogni strumento istituzionale per bloccare lo smantellamento delle sale operatorie.

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