La Ceramica di Guspini annega nei debiti. L'assessore Cani promette l'ennesimo tavolo e vola a Roma.

Emanuele Cani è andato a Guspini. L'assessore regionale all'Industria ha guardato in faccia i centoventi operai della Ceramica Mediterranea e ha confermato il disastro. I conti dell'azienda sono in profondo rosso. I forni per cuocere le piastrelle rischiano di spegnersi.

Cani ha promesso di bussare alle porte del governo. Vuole chiedere aiuto ai ministeri romani del Lavoro e delle Imprese. Nel frattempo, la Regione sarda proverà a pagare un pezzo della bolletta elettrica e darà una mano a rimediare le materie prime. Poi, come da vecchio copione, l'assessore ha tirato fuori dal cilindro la soluzione politica per eccellenza. Ha proposto un tavolo permanente. I burocrati si siederanno a guardare i numeri di una fabbrica in agonia.

L'unica vera via d'uscita è vendere. Serve un padrone nuovo con il portafoglio pieno. L'assessorato si è offerto di fare da mediatore per cercare un compratore.

Gli operai hanno ascoltato. Fabbricano piastrelle di ottima qualità, ma da anni faticano a portare a casa lo stipendio. Domani mattina il teatro della crisi si sposta a Roma. Alle dieci e mezza Cani entrerà alla Camera dei Deputati. Parlerà davanti alla Commissione per le Attività Produttive. Ripeterà le stesse cifre. E spererà che qualcuno decida di staccare l'assegno per salvare il salvabile.

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