Sanità sull'orlo del collasso, i manager sardi scrivono il "Manifesto". A Cagliari in duecento per la ricetta dei Riformatori

Seconda tappa della Scuola di formazione politica. I direttori generali di Asl, Brotzu e Policlinico a confronto sul nuovo dossier. Il 10 aprile la consegna formale al ministro Schillaci.

di Pasqualino Trubia

La diagnosi è nota: la sanità sarda rischia l'implosione. La terapia, questa volta, prova a scriverla la politica chiamando a raccolta i tecnici. A Cagliari, davanti a una platea di duecento persone, è andato in scena il secondo atto della Scuola di formazione politica promossa dai Riformatori Sardi.

Al centro del dibattito non ci sono state bandiere di partito, ma il "Manifesto sulla sanità": un documento programmatico in via di stesura, nato per ridisegnare l'architettura delle cure nell'Isola.

Il rischio implosione e il tavolo dei tecnici L'idea alla base dell'incontro è far dialogare chi amministra la cosa pubblica con chi gestisce materialmente i bilanci e i reparti. A dettare i contorni dell'emergenza è Umberto Ticca, responsabile della Scuola di formazione:

«Ci siamo posti come obiettivo quello di dare un contributo alla discussione su un tema portante, la sanità sarda e il diritto dei sardi alle cure. Un tema su cui oggi incombe il rischio di implosione e verso cui era ed è urgente e necessario concentrare tutti gli sforzi. Per farlo abbiamo coinvolto le figure apicali del servizio sanitario di tutte le province, a cui abbiamo proposto il Manifesto sulla sanità, che già nel primo incontro dell’1 marzo a Sassari e ora in quello di Cagliari con i Direttori generali, abbiamo avuto la possibilità di discutere e arricchire con l’obiettivo di restituirlo al termine di questa Scuola di formazione politica al dibattito pubblico e alla politica regionale».

I manager a confronto A guidare la tavola rotonda c'era Franco Meloni, figura storica del management sanitario isolano. Accanto a lui, sollecitati anche dall'appello al dialogo bipartisan lanciato da Pierpaolo Vargiu, si sono seduti i vertici della sanità cagliaritana. Sul palco si sono confrontati i "Direttori Generali" (spesso abbreviati in DG) delle principali aziende sanitarie. Il Direttore Generale è il vero e proprio "Amministratore Delegato" della struttura: firma i contratti, assume il personale e gestisce i fondi. A Cagliari l'architettura è complessa e si divide in tre grandi blocchi, tutti presenti all'incontro: c'era Aldo Atzori per l'ASL (l'Azienda Sanitaria Locale che gestisce i servizi sul territorio, dai poliambulatori alle guardie mediche), Maurizio Marcias per l'ARNAS Brotzu (l'Azienda di Rilievo Nazionale, ovvero l'ospedale di massima specializzazione per le emergenze chirurgiche e i trapianti) e Vincenzo Serra per l'AOU (Azienda Ospedaliero-Universitaria, che unisce l'assistenza medica alla ricerca e alla formazione dei futuri dottori).

L'orizzonte romano Il percorso di elaborazione del testo non si chiude nel capoluogo sardo. Le criticità, i numeri e le soluzioni vagliate durante questo ciclo di incontri verranno sintetizzate in una versione definitiva. Il traguardo finale è già cerchiato in rosso sul calendario istituzionale: il 10 aprile, a chiusura dei lavori a Cagliari, la stesura finale del Manifesto verrà consegnata fisicamente nelle mani del Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

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