Il sorriso di Ringhio: l'Italia piega l'Ulster e prenota il volo per la Bosnia

Gli Azzurri faticano nel primo tempo, poi Tonali e Kean scardinano il fortino nordirlandese. Locatelli padrone assoluto del centrocampo, Palestra esordio da veterano. Martedì l'ultimo assalto per i Mondiali.

di Simone Arbus

La Dea Eupalla, nume tutelare del football, ha finalmente concesso una tregua ai tormenti italici. L'Italia di Gennaro "Ringhio" Gattuso stende l'Irlanda del Nord con un classico e rotondo 2-0, guadagnandosi il diritto di sfidare la Bosnia Erzegovina nell'atto supremo: la finale play-off per staccare il sospirato biglietto verso i Mondiali.

Il nocchiero calabrese non tradisce le attese e conferma in blocco l'undici preannunciato alla vigilia. La prima frazione, a dirla tutta, è materia per palati ruvidi. Gli Azzurri si esibiscono in un palleggio insistito, una fitta ragnatela tessuta nell'attesa di scovare il corridoio giusto, mentre gli ospiti si rintanano fieri dietro la linea della palla, erigendo un fortino aspro e sparagnino.

La svolta nella ripresa Il copione muta volto al minuto 56. La sfera staziona al limite dell'area, zona di caccia prediletta per i fanti di centrocampo: vi si avventa Tonali, che estrae dal cilindro un destro secco e mortifero. Il cuoio s'insacca, gonfiando la rete e stappando la partita.

L'Irlanda, costretta a inseguire, non punge mai. Dalle parti di Donnarumma si registra una quiete quasi irreale. Gattuso, uomo di trincea che mal sopporta gli ozi e i leziosismi, sprona i suoi a cercare la rete della sicurezza. La sentenza capitale arriva all'80esimo per mano di Kean: l'ebano guizzante dell'attacco azzurro addomestica la sfera col destro e fa partire un sinistro velenoso che bacia il palo e si spegne in fondo al sacco. Pratica archiviata.

Le geometrie di Locatelli e il battesimo di Palestra La Nazionale di Gattuso piace perché è una falange oplitica, compatta e quadrata in ogni suo reparto. Nelle retrovie, Bastoni si cala nei panni del baluardo centrale senza sfigurare. Ma è in mezzo al prato che l'Italia detta legge, grazie a un Locatelli in veste di autentico padrone: il centrocampista della Juventus gioca costantemente a testa alta, smistando palloni con la saggezza del geometra euclideo.

A proposito di saggezza, merita una menzione d'onore il virgulto Palestra. Gittato nella mischia per rilevare Politano, il ragazzo esordisce con la casacca azzurra mostrando la flemma e l'autorità di un veterano consumato.

Il 31 marzo ci attende la Bosnia Erzegovina. L'ultimo ostacolo prima di volare negli States. Gattuso lo ha ribadito in sala stampa a fine match: le partite facili, nel football, non albergano più. Ma lo spogliatoio azzurro è oggi granitico e solidale, pronto a calarsi nell'ultima, decisiva battaglia sportiva.

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