Sassari, terrore in via Washington: insegue un giovane con un'accetta. Arrestato e bandito da Sassari

Un uomo con numerosi precedenti ha seminato il panico in strada prima di essere disarmato e bloccato dalle Volanti. Aveva già un ammonimento per violenza domestica. Il giudice gli ha vietato di rimettere piede in città.

di Pasqualino Trubia

Pieno giorno, passanti in strada e un uomo che brandisce un'accetta. È la scena che ha scatenato il panico nelle scorse ore a Sassari, in via Washington, richiedendo l'intervento immediato delle pattuglie della Polizia di Stato.

L'allarme al 112 e la caccia all'uomo Tutto inizia con una raffica di telefonate al numero unico per le emergenze. I testimoni segnalano un individuo fuori controllo che, armato di una scure, sta minacciando un giovane in mezzo alla pubblica via. La Sala Operativa della Questura invia tempestivamente sul posto gli equipaggi della Squadra Volante. All'arrivo delle divise, le persone presenti sono visibilmente spaventate, ma le indicazioni fornite permettono agli agenti di far scattare subito le ricerche. L'uomo viene rintracciato a stretto giro: capendo di essere braccato, aveva appena tentato di disfarsi dell'accetta, che viene recuperata e sequestrata nelle immediate vicinanze.

Il profilo dell'aggressore Le manette scattano ai polsi di un soggetto tutt'altro che sconosciuto agli archivi. L'uomo risulta gravato da numerosi precedenti penali, inclusi gravi reati contro la persona. Non solo: a suo carico pendeva già un ammonimento del Questore per precedenti episodi di violenza domestica. La cronaca giudiziaria e poliziesca usa spesso termini tecnici. Rivediamoli insieme per capire esattamente cosa è successo e quali sono le conseguenze: È una sorta di "cartellino giallo" formale. Prima di arrivare a una condanna penale, il Questore intima a una persona (spesso in casi di stalking o violenza domestica) di cambiare condotta. Se l'ammonito commette un nuovo reato, la legge prevede aggravanti pesantissime. Giudizio per direttissima: È un processo lampo. Si applica quando un sospettato viene arrestato in flagranza di reato (con le mani nel sacco) e le prove sono evidenti. Si saltano le lunghe indagini preliminari e si va dritti in aula. Divieto di dimora: È la misura cautelare scelta dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) in questo caso. Significa che l'arrestato, in attesa del processo definitivo, non potrà vivere, dormire o stazionare all'interno dei confini del Comune di Sassari. Se viola questa disposizione, la misura si aggrava e scatta il carcere.

L'udienza e il messaggio della Questura Dopo l'arresto (che si inserisce, come doveroso ricordare, nel perimetro del principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva), l'aggressore è comparso in tribunale. Al termine del giudizio per direttissima, il Giudice ha convalidato l'operato dei poliziotti e ha firmato l'ordinanza: all'uomo è stato imposto il divieto di dimora a Sassari. Dalla Questura, a margine dell'operazione, arriva un richiamo alla cittadinanza: in casi di pericolo imminente per strada, la tempestività delle chiamate al 112 resta l'arma di prevenzione più preziosa per tutelare la comunità.

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