La caccia ai medici di base: la Regione apre il bando 2026. Soldi extra per chi sceglie i paesi isolati

Pubblicata la mappa delle sedi senza dottore. La presidente Todde (con delega alla Sanità) lancia il piano per coprire i vuoti: "Il diritto alla salute deve arrivare ovunque". Venti giorni per presentare le domande.

Avere un medico che risponda al telefono e prescriva una ricetta non può essere un privilegio geografico. Per tentare di tappare le falle di un sistema sanitario colabrodo, specialmente nei piccoli centri dell'entroterra, la Regione Sardegna ha messo nero su bianco la mappa delle carenze. Da ieri, 26 marzo 2026, sono ufficialmente aperti i termini per assegnare gli incarichi vacanti della medicina generale per l'anno 2026. L'obiettivo è riempire gli ambulatori rimasti vuoti per i pensionamenti o per la fuga dei camici bianchi verso il settore privato.

L'emergenza e le parole della Presidente La regia dell'operazione è in mano alla Direzione generale della Sanità, che ha raccolto le segnalazioni di tutte le Asl sarde individuando le sedi scoperte. A dettare la linea politica è Alessandra Todde, Presidente della Regione che attualmente detiene anche l'interim (ovvero la delega diretta) alla Sanità: «Garantire il diritto alla salute significa arrivare ovunque, anche dove è più difficile. La carenza di medici di medicina generale nelle aree interne della Sardegna è una criticità reale, che stiamo affrontando con atti concreti. La pubblicazione degli incarichi vacanti rappresenta un passaggio fondamentale per garantire ai cittadini il diritto alla salute, soprattutto nelle comunità che oggi soffrono una carenza di medici di medicina generale. Stiamo intervenendo con strumenti concreti per rendere più attrattivo il sistema, favorire l’ingresso di nuovi professionisti e assicurare una presenza capillare dei servizi».

Il portafoglio: come convincere i medici Il nodo centrale non è solo trovare i dottori, ma convincerli ad aprire lo studio in paesi di montagna o in zone isolate, dove i pazienti sono pochi e i chilometri da percorrere sono tanti. Per farlo, la Regione ha deciso di usare la leva finanziaria.

Il bando prevede un sistema di incentivi economici per le cosiddette "sedi disagiate". Oltre allo stipendio base, il medico che accetterà di trasferirsi in queste zone riceverà un'indennità extra, calcolata in base a tre livelli di emergenza: criticità moderata, grave o gravissima. Più il paese è isolato, più il conto in banca del professionista verrà rimpolpato.

Il comunicato regionale è un labirinto di sigle sanitarie. Traduciamo il burocratese in italiano corrente: BURAS: È il Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna. Funziona come la Gazzetta Ufficiale: se una legge o un bando non viene stampato qui sopra, per lo Stato non esiste. I 20 giorni di tempo per candidarsi partono dalla pubblicazione su questo bollettino. Ruolo unico di assistenza primaria: È il termine tecnico e freddo con cui la burocrazia chiama quello che tutti noi conosciamo da sempre come il "medico di base" o "medico di famiglia". ARES e piattaforma ISON: L'ARES (Azienda regionale della salute) è la maxi-agenzia regionale che gestisce i concorsi e il personale sanitario sardo. Per partecipare al bando, i medici non dovranno spedire raccomandate di carta, ma caricare il proprio curriculum su ISON (iscrizioni online), un portale web dedicato esclusivamente a queste procedure telematiche.

Le regole d'ingaggio sono fissate dalla graduatoria unica regionale. La corsia preferenziale sarà garantita a chi possiede già il diploma di formazione specifica in medicina generale, ma le porte resteranno aperte anche ai professionisti con titoli equipollenti. Il conto alla rovescia è partito.

Politica