Maltempo, danni per quasi 300 milioni: Todde avvia la macchina dell'emergenza

Il conto del maltempo sale ogni ora. Il ciclone Harry e le piogge ininterrotte iniziate il 19 gennaio hanno devastato l'Isola. Ieri pomeriggio a Cagliari la presidente della Regione, Alessandra Todde, ha riunito il Comitato Operativo Regionale. I numeri misurano il disastro. La stima provvisoria dei danni supera i 250 milioni di euro per opere pubbliche, privati e imprese. A questi si aggiungono 37 milioni di perdite nel comparto agricolo.

La mappa del disastro L'emergenza si allarga. I Comuni coinvolti passano da 144 a 171, di cui 41 costieri. Sotto la lente finiscono anche gli stabilimenti balneari spazzati dalle mareggiate e le reti internet interrotte. La macchina burocratica si mette in moto. Todde, in veste di Commissario delegato, fissa la rotta: «È stato definito un piano di lavoro e una struttura organizzativa che coinvolge tutti gli Assessorati, le Direzioni generali e gli uffici regionali interessati – ha sottolineato la Presidente Todde – con l’obiettivo di lavorare con gli enti locali per quantificare esattamente i danni che devono essere ristorati».

Le scadenze e i fondi Il calendario impone ritmi serrati. I sindaci hanno tempo fino al 13 marzo per caricare la conta esatta dei danni sul portale informatico della Protezione Civile. Roma, però, aspetta le prime carte già la prossima settimana. La cassa conta al momento 48,5 milioni di euro: 33 dal Governo, 5,5 dalla Giunta e 10 dal Consiglio regionale.

La presidente detta i tempi: «Abbiamo una prima scadenza per l’invio del piano preliminare al Dipartimento di Protezione Civile, fissata al 5 marzo. In parallelo lavoriamo sulle misure strutturali, integrando le risorse disponibili con altri fondi, come l’FSC, e attivando strumenti nazionali ed europei».

Per gestire i cantieri nasce un'Unità di progetto intersettoriale. Sul campo scenderanno Province, Forestas, Anas e un pool di geologi. Il direttore generale della Protezione civile, Mauro Merella, spiega il meccanismo per sbloccare i ristori: «La ricognizione costituisce un presupposto indispensabile per la definizione del Piano degli interventi urgenti, che dovrà essere trasmesso al Dipartimento nazionale della Protezione Civile. Il Piano aggiunge potrà essere predisposto per stralci e successivamente rimodulato, in relazione all’evoluzione del quadro dei danni e all’assegnazione di ulteriori risorse. L’invio del documento sarà propedeutico anche all’eventuale assegnazione di risorse provenienti dal Fondo di solidarietà dell’Unione Europea».

Prevenzione per il futuro Riparare non basta. L'obiettivo è blindare il territorio per le prossime ondate di maltempo. La presidente chiude il vertice indicando le dighe come simbolo di prevenzione: «Continueremo a operare in questa direzione, procedendo con gli stanziamenti legati alla chiusura del PNRR e con le risorse dell’FSC, finalizzate a rendere il territorio sempre più resiliente rispetto a fenomeni che, secondo le previsioni, saranno più frequenti in futuro. Penso, ad esempio, al lavoro in corso da parte dell’Assessorato dei Lavori pubblici con ENAS sulle dighe».

L'ultimo passaggio blinda l'intesa con le amministrazioni locali: «la forte sinergia istituzionale rappresenta la condizione essenziale per assicurare risposte rapide ai territori colpiti e, al contempo, programmare interventi strutturali di prevenzione e mitigazione del rischio per il futuro. Trasformare l’emergenza in una strategia di lungo periodo è la sfida che abbiamo davanti».

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