Sassari – L'incubo è finito, i divieti cadono. La Sardegna è ufficialmente libera dalla dermatite nodulare contagiosa, il virus che ha flagellato gli allevamenti bovini dell'Isola. La notifica ufficiale è arrivata ieri via posta elettronica certificata.
Il via libera dell'Europa
L'Assessorato regionale alla Sanità ha trasmesso il documento al Centro Studi Agricoli. Si tratta della Decisione Ue 2026/190. Il testo cancella con un colpo di spugna le zone di restrizione e quelle di sorveglianza. Per le mucche sarde non ci sono più vincoli sanitari. Il presidente del Centro Studi, Tore Piana, incassa il risultato e ringrazia i Servizi Veterinari per l'impegno sul campo.
Il conto dei danni
Il virus è sconfitto, ma le ferite restano aperte. Per fermare l'epidemia è stato necessario decimare il bestiame. Il bilancio economico è pesante e la conta dei danni tocca decine di stalle.
Piana detta l'agenda per il futuro immediato:
«Resta tuttavia il rammarico profondo per i circa 70 allevatori colpiti dai focolai, che hanno subito l’abbattimento totale delle mandrie. A loro va la nostra vicinanza e il nostro impegno: ora è indispensabile sostenerli concretamente, con misure efficaci per la ricostituzione delle mandrie abbattute e il ristoro dei danni subiti».
Allarme porti
Archiviata l'emergenza, serve blindare i confini. Il Centro Studi Agricoli chiede alle istituzioni di moltiplicare i controlli sulle merci e sugli animali in transito nei porti sardi. L'obiettivo è bloccare i nuovi patogeni prima che sbarchino sull'Isola.
Il monito finale è rivolto alla politica:
«Per la Sardegna l’allevamento rappresenta un’attività economica primaria e strategica. Difenderlo significa difendere il lavoro, il reddito e il futuro delle nostre comunità rurali».