Ieri abbiamo raccontato il lieto fine di una vicenda burocratica nel Medio Campidano, dove le liste d'attesa per l'invalidità civile sono state azzerate. Una bella notizia, senza dubbio. Ma la Sardegna è lunga, e quello che a Sanluri appare come un traguardo raggiunto, nel Nord-Ovest dell'Isola suona come una beffa.
Mentre a Villa Devoto si celebra il successo, ad Alghero c'è chi alza la mano per ricordare che la geografia, in sanità, non dovrebbe contare. A rompere l'incantesimo della narrazione regionale è Alberto Bamonti, consigliere comunale del gruppo "Noi Riformiamo Alghero". Il suo ragionamento è logico: se la macchina funziona laggiù, perché qui è ferma?
«L’azzeramento delle liste d’attesa per l’invalidità civile nel Medio Campidano rappresenta senza dubbio un risultato positivo, che dimostra come, quando la Regione interviene con decisione, i problemi possono essere risolti», ammette Bamonti. Ma è proprio questo il punto dolente. Se si può fare, perché non lo si fa ovunque?
La realtà algherese descritta dal consigliere è diametralmente opposta. «Proprio per questo risulta ancora più evidente e inaccettabile la situazione che si registra nel territorio di Sassari, aggravata dalla chiusura dell’Ufficio Invalidi Civili di Alghero, scelta che ha prodotto un allungamento insostenibile dei tempi di attesa a visita e un grave disagio per cittadini fragili e famiglie già provate».
Eccolo il nodo gordiano: la chiusura degli uffici periferici. Mentre si potenzia da una parte, si taglia dall'altra, creando inevitabilmente cittadini di diversa caratura. Bamonti non usa mezzi termini: «Non è tollerabile che esistano sardi di serie A e sardi di serie B. Alghero e l’intero Nord-Ovest della Sardegna non possono continuare a pagare decisioni organizzative sbagliate e una evidente mancanza di attenzione politica».
L'appello è rivolto direttamente a chi ieri festeggiava. «È urgente un intervento immediato della Presidente della Regione Alessandra Todde, affinché vengano ripristinati servizi adeguati anche sul territorio e garantiti tempi certi per il riconoscimento dell’invalidità civile».
La chiosa del consigliere è una di quelle frasi che dovrebbero essere appese negli uffici di ogni assessore regionale, a memento della propria missione: «I diritti non possono dipendere dal codice di avviamento postale». E su questo, c'è ben poco da aggiungere.