Medio Campidano, il "miracolo" è la normalità: azzerate 10.500 pratiche per l'invalidità civile

Nel Medio Campidano è successo qualcosa che fino a ieri sembrava impossibile: le liste d'attesa per le visite delle commissioni di invalidità civile sono state azzerate. Vuote.

A dare l'annuncio è Alessandra Todde, Presidente della Regione che, vestendo anche i panni di assessore alla Sanità ad interim, si è trovata a gestire una delle patate più bollenti del sistema: l'attesa dei fragili.

Per capire la portata dell'evento bisogna guardare i numeri. La situazione di partenza era un imbuto intasato da 10.500 persone. Diecimilacinquecento cittadini in coda, con tempi di convocazione che si misuravano in mesi, quando andava bene, e in anni, quando andava come al solito. Un limbo inaccettabile per chi chiede allo Stato il riconoscimento di uno status di necessità.

«Lo avevamo anticipato alcune settimane fa e oggi lo confermiamo con soddisfazione: le liste d’attesa per le commissioni di invalidità civile nel Medio Campidano sono state eliminate», ha dichiarato la Todde. «In questi mesi di riunioni e sopralluoghi abbiamo affrontato uno dei nodi più critici della ASL del territorio: attese interminabili per il riconoscimento dell’invalidità civile».

Non c'è stata nessuna magia. C'è stata, banalmente, amministrazione. La Giunta ha applicato una ricetta vecchia come il mondo ma spesso dimenticata: riorganizzare i processi, far parlare tra loro Regione, Asl e INPS, e aumentare le sedute delle commissioni mediche. In pratica, si è lavorato.

Così la presidente: «Parliamo di una condizione con pesantissime ricadute sociali. Dietro ogni pratica ci sono persone fragili e famiglie lasciate sole, private di un diritto essenziale che deve essere garantito in tempi rapidi e certi».

Il metodo, dicono da Villa Devoto, è stato pragmatico. «Senza slogan o proclami, ci siamo rimboccati le maniche per individuare soluzioni concrete. Il risultato è frutto dell’impegno dell’Assessorato alla Sanità, della direzione generale, amministrativa e sanitaria della ASL del Medio Campidano».

Ora però arriva la parte difficile. Perché se il Medio Campidano respira, il resto dell'Isola è ancora in apnea. Questo risultato non può restare una cattedrale nel deserto, un'eccezione felice in un panorama grigio. E la Todde lo sa: «Adesso sarà nostro compito estendere il metodo utilizzato nel Medio Campidano alle altre ASL della Sardegna, affinché il diritto al riconoscimento dell’invalidità civile sia garantito in modo uniforme e tempestivo su tutto il territorio regionale». Una battaglia vinta, dunque. Ma la guerra alla burocrazia sanitaria è ancora lunga.

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