La dipendenza della sanità sarda dalle sacche di sangue in arrivo da oltre Tirreno resta un'emergenza aperta. Un deficit strutturale che l'Avis regionale tenta di arginare puntando sui neolaureati con il bando "I giovani e la donazione del sangue", sostenuto dai fondi stanziati dal Consiglio regionale.
Alla cerimonia di premiazione dei giovani donatori è intervenuto il presidente dell'Assemblea sarda, Piero Comandini, che ha rimarcato il valore dell'iniziativa di fronte ai dati della raccolta: “In Sardegna, dove ancora non si riesce a raggiungere l’autosufficienza di sangue e plasma e la dipendenza da altre regioni italiana è ancora molto elevata, l’evento di oggi, con la premiazione dei giovani laureati che hanno partecipato al bando dell’Avis ‘I giovani e la donazione del sangue’, assume un valore enorme nella promozione della cultura del dono e per i nuovi giovani volontari che fanno il loro ingresso nella famiglia dell’Avis Sardegna”.
L'intervento istituzionale è stato garantito con l'esercizio finanziario 2026, approvato con voto compatto dall'intero Consiglio. Un passaggio che Comandini ha rivendicato prima di allargare la riflessione al ruolo del terzo settore: “le Istituzioni devono intervenire con risorse fondamentali, ma anche far sentire viva la presenza accanto ad associazioni come la vostra. Andiamo incontro a tempi difficili e complicati, nei quali è sempre più faticoso socializzare e forse si sta perdendo il valore di lavorare per il prossimo. Dobbiamo recuperare quei sentimenti di solidarietà che ci hanno reso il Paese del volontariato, delle tante associazioni che quotidianamente sono a disposizione degli altri. Voi, ancor più oggi con questi nuovi ingressi, siete uno straordinario esempio di impegno per il prossimo e come regione dobbiamo dirvi grazie”.