Settantacinque assegni da 250 euro per altrettanti studenti sardi che, oltre a preparare gli esami, hanno trovato il tempo di donare il sangue. La consegna è avvenuta al Caesar’s Hotel di Cagliari, dove l’Avis Regionale ha premiato i ragazzi che hanno conseguito la laurea nel corso del 2025. Non si tratta di una semplice cerimonia accademica, ma di un'operazione mirata per affrontare un problema cronico dell'Isola: la mancanza di autosufficienza nella raccolta di sangue e plasma.
Le regole del bando parlavano chiaro. Potevano accedere i giovani iscritti a una delle sedi comunali sarde, con una laurea portata a termine l'anno scorso (ne sono state premiate 45 triennali e 30 magistrali o a ciclo unico) e una costanza certificata: almeno un prelievo all'anno nel triennio 2023-2025. L'obiettivo dell'Avis è puramente anagrafico. La base dei volontari storici invecchia, le corsie degli ospedali continuano a dipendere dalle sacche in arrivo dal resto d'Italia e serve una staffetta per non fermare il sistema.
Il presidente regionale dell'associazione, Vincenzo Dore, va dritto al punto e inquadra la strategia: «Premiare questi ragazzi significa riconoscere certamente il loro percorso di studio, ma anche qualcosa che per noi ha un valore enorme: hanno scelto di essere donatori e di dedicare una parte di sé agli altri. L’Avis ha bisogno dei giovani, della loro partecipazione e delle loro idee. Abbiamo bisogno di garantire quel ricambio generazionale indispensabile per continuare a far crescere l’associazione e diffondere la cultura della donazione. Vedere oggi qui tanti giovani laureati e donatori ci dice che questa strada è possibile e che dobbiamo continuare a coinvolgerli e renderli protagonisti».
L'iniziativa poggia sui fondi stanziati dal Consiglio regionale. Alla consegna si è presentato anche il presidente dell'Assemblea sarda, Piero Comandini, che ha rivendicato il supporto unanime della politica al provvedimento. «Le Istituzioni devono intervenire con risorse fondamentali, ma anche far sentire viva la presenza accanto ad associazioni come la vostra», ha affermato, sottolineando l'urgenza di slegare la Sardegna dalla dipendenza sanitaria esterna.
L'intervento di Comandini si è chiuso con un richiamo alla tenuta delle reti di assistenza sul territorio: «Dobbiamo recuperare quei sentimenti di solidarietà che ci hanno reso il Paese del volontariato, delle tante associazioni che quotidianamente sono a disposizione degli altri. Voi, ancor più oggi con questi nuovi ingressi, siete uno straordinario esempio di impegno per il prossimo e come regione dobbiamo dirvi grazie».