Nei piccoli centri dell'entroterra sardo la matematica demografica è da tempo inesorabile: i residenti invecchiano, i giovani fanno le valigie e il patrimonio immobiliare si svuota. A Siddi, nel cuore della Marmilla, il municipio prova a scardinare questa inerzia trasformando il paese in un cantiere permanente. Il progetto varato dall'amministrazione si chiama "Siddi – Borgo Laboratorio" e poggia le sue fondamenta sul recupero di un pezzo di storia produttiva locale: l'ex pastificio Puddu.
Il piano prevede di riconvertire gli spazi della vecchia fabbrica per farne un hub multifunzionale. Nelle intenzioni dei promotori, la struttura dovrà funzionare da incubatore per attrarre artigianato, filiera agroalimentare e turismo sostenibile. Il meccanismo non prevede il classico assistenzialismo a pioggia, ma punta a creare una rete integrata coinvolgendo investitori, startup, università e aziende nazionali.
Per tradurre il progetto in pratica, il Comune ha affidato il coordinamento operativo alla Fondazione Ampioraggio. Un primo test pubblico è già andato in scena a fine giugno a Ostra, nelle Marche, durante la decima edizione della rassegna Jazz'Inn. La prossima tappa, decisiva per raccogliere proposte concrete e mettere a terra le collaborazioni tra pubblico e privato, è fissata a Roma dal 9 al 13 novembre.
A dettare la linea e le scadenze dell'intera operazione è il primo cittadino Marco Pisanu, che mette nel mirino l'autonomia finanziaria della struttura: «Lo spopolamento rappresenta una delle principali sfide delle aree interne italiane e, in Sardegna, assume dimensioni particolarmente rilevanti. Con "Siddi – Borgo Laboratorio" intendiamo trasformare questa criticità in un'opportunità di sviluppo, creando le condizioni per attrarre nuove famiglie, giovani, imprese e investimenti attraverso la nascita di nuove attività economiche, la valorizzazione del patrimonio immobiliare e la crescita del turismo sostenibile. Il nostro obiettivo è costruire un modello innovativo economicamente sostenibile, capace di raggiungere l'equilibrio gestionale entro tre anni».
L'ambizione dichiarata è quella di creare un modello scalabile. Se i conti torneranno e l'hub riuscirà davvero a reggersi sulle proprie gambe, il format testato a Siddi verrà esportato come soluzione per altre aree interne in crisi. Per adesso la priorità è rimettere in moto i motori dell'ex pastificio.