Il blocco nazionale della filiera del riciclo arriva ad Alghero e si trasforma subito in un caso politico. Con gli impianti del consorzio Corepla fermi e gli spazi autorizzati ormai saturi, l'amministrazione comunale ha disposto con un'ordinanza la chiusura parziale dell'Ecocentro di Santa Maria La Palma per farne un sito di stoccaggio temporaneo. Una mossa per garantire la continuità della raccolta porta a porta, che ha però innescato la reazione dell'opposizione.
A sollevare il problema della borgata è il capogruppo di Fratelli d'Italia, Alessandro Cocco, che inquadra la genesi della crisi e denuncia i disagi dei residenti: «La filiera della plastica è nuovamente in crisi. Dopo lo stop dello scorso novembre, di nuovo CoRePla, il consorzio di filiera, deve affrontare l'emergenza legata all'invasione della plastica cinese. La plastica vergine proveniente dalla Cina arriva a prezzi con cui il materiale riciclato europeo fatica a competere. Il riciclato non trova sbocchi sufficienti e così gli impianti si saturano e i ritiri rallentano. Questa emergenza colpisce soprattutto le isole e riguarda così anche Alghero».
Una situazione generale che, secondo l'esponente di FdI, non giustifica la scelta logistica del Comune: «Tutto questo, però, non può trasformarsi nell’alibi per scegliere qualsiasi area di stoccaggio. Da Santa Maria La Palma arrivano segnalazioni molto chiare: cattivi odori durante la notte, finestre che devono restare chiuse e comprensibile preoccupazione dei residenti per la salubrità dell’aria. Una borgata abitata non può diventare il punto di sfogo dell’emergenza».
Cocco richiama inoltre i precedenti dello scorso anno: «Già lo scorso novembre Alghero aveva affrontato la stessa crisi ricorrendo al Palacongressi. Proprio quell’esperienza avrebbe dovuto suggerire di predisporre per tempo alternative più adeguate nel caso il problema si fosse ripresentato. Pensiamo, per esempio, all'area di San Marco». Da qui la richiesta all'amministrazione: «Chiediamo quindi al Sindaco di individuare immediatamente un sito temporaneo più idoneo e realmente distante dalle abitazioni. Nel frattempo servono controlli puntuali sulla situazione ambientale e tutte le misure necessarie per limitare i disagi. Pur comprendendo l’emergenza generale non accettiamo che a pagarne il prezzo siano ancora una volta i cittadini».
Dal municipio, la linea è quella dell'emergenza inevitabile. Il sindaco Raimondo Cacciotto difende l'ordinanza, spiegando che l'alternativa sarebbe stata lasciare i rifiuti per strada o nelle case: «Ci troviamo di fronte a una situazione emergenziale che sta interessando l’intera filiera nazionale del riciclo della plastica e che inevitabilmente produce conseguenze anche sul nostro territorio. Come Amministrazione abbiamo scelto di intervenire immediatamente, in coordinamento con la Città Metropolitana e gli altri Comuni dell’area vasta, per garantire la continuità della raccolta ed evitare che il problema ricada direttamente sulle famiglie e sulle attività economiche, con conseguenze sul piano igienico-sanitario e sul decoro della città. La soluzione adottata è temporanea e ci consente di gestire questa fase critica mentre, insieme alla Città Metropolitana, lavoriamo per individuare ulteriori possibilità di stoccaggio e alleggerire la pressione sul sistema. Stiamo seguendo l’evoluzione della situazione giorno per giorno e mettendo in campo tutte le soluzioni che sono nelle nostre possibilità. È evidente, tuttavia, che una crisi di queste dimensioni non possa essere affrontata esclusivamente dai singoli Comuni. Serve una risposta più ampia e coordinata che consenta ai territori di superare rapidamente questa fase e garantire il corretto funzionamento della filiera».
Sulla gravità del momento interviene anche l'assessore all'Ambiente, Raniero Selva, ammettendo le incognite sui tempi: «L’emergenza è più grave di quella verificatasi a dicembre 2025 e potrebbe andare avanti ancora per diverse settimane e le soluzioni tampone potrebbero non bastare. Stiamo lavorando congiuntamente alla Città Metropolitana per individuare risposte adeguate». L'assessore rassicura poi i cittadini sull'impegno degli uffici: «Ci sentiamo di assicurare che si sta lavorando per una soluzione sostenibile. Chiediamo ai cittadini di comprendere la situazione complicata: stiamo lavorando incessantemente per individuare le scelte migliori per alleviare la criticità che sta investendo la città, con ipotizzabili conseguenze sul decoro e sulla salute pubblica. Vogliamo evitare l’emergenza sanitaria, nonostante manchino interventi drastici e risolutivi da parte dello Stato. Con grande senso di responsabilità stiamo lavorando per evitare conseguenze ai cittadini e alle imprese, che in assenza di interventi di questo tipo sarebbero costretti a tenere la plastica in casa e nelle attività».