Il sindacato convoca un'assemblea generale per venerdì 24 luglio. Sul tavolo il futuro di oltre 200 dipendenti, provati da anni di ammortizzatori sociali tra cassa integrazione e contratti di solidarietà. Focus su stipendi e diritti.
La vertenza della Nobento Spa arriva a uno snodo cruciale. La FIOM CGIL (Federazione Impiegati Operai Metallurgici) della Sardegna ha deciso di intervenire direttamente, convocando un'assemblea generale per discutere a viso aperto della crisi aziendale che sta tenendo col fiato sospeso centinaia di famiglie del Nord Ovest dell'Isola.
L'incontro è fissato per venerdì 24 luglio 2026, dalle ore 11:00 alle ore 13:00, e si terrà all'interno della sala formazione della sede aziendale di Alghero. All'appello del sindacato sono chiamate a rispondere tutte le lavoratrici e i lavoratori impiegati nei due poli produttivi del territorio: i cantieri di Alghero e di Olmedo.
Per comprendere la portata di questa convocazione è necessario analizzare il contesto. Quella della Nobento è una crisi strutturale che, come evidenziato dalla nota sindacale, esiste «da alcuni anni». Per evitare il collasso occupazionale, l'azienda e le parti sociali hanno dovuto fare un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali.
I dipendenti hanno già affrontato i sacrifici e le incertezze legati alla cassa integrazione. Attualmente, l'emergenza viene tamponata attraverso lo strumento del contratto di solidarietà, un accordo difensivo che prevede la riduzione dell'orario di lavoro (e di conseguenza una decurtazione della busta paga) spalmata su tutta la forza lavoro, con l'obiettivo primario di evitare licenziamenti diretti.
L'assemblea di venerdì servirà a tracciare una rotta in una situazione che la stessa FIOM CGIL definisce caratterizzata da grande «importanza e delicatezza». Il quadro è complesso e l'obiettivo del sindacato è chiarire le prospettive future di una realtà industriale strategica che dà lavoro a oltre 200 dipendenti.
Il dibattito sindacale non si limiterà ad analizzare la sopravvivenza finanziaria dell'azienda, ma entrerà nel merito delle ricadute dirette sulle maestranze, affrontando due temi nevralgici: Le retribuzioni: per valutare il peso economico che i contratti di solidarietà e gli ammortizzatori sociali stanno avendo sui bilanci familiari dei lavoratori. I diritti in azienda: per ribadire la necessità di mantenere salde le tutele lavorative, impedendo che la fase di crisi venga pagata esclusivamente a discapito delle condizioni di lavoro.