Si è insediato il Comitato territoriale dell'Agenzia regionale. I Comuni avranno finalmente voce in capitolo su assunzioni, prevenzione incendi, viabilità rurale e gestione delle aree interne.
Gestire l'immenso patrimonio boschivo e ambientale della Sardegna non può essere un'operazione calata dall'alto. Per questo motivo, l'insediamento del nuovo Comitato territoriale dell'Agenzia FoReSTAS rappresenta uno snodo cruciale per l'amministrazione del territorio isolano. Non si tratta di una semplice formalità burocratica, ma della creazione di un ponte strategico e operativo tra chi gestisce operativamente le foreste (l'Agenzia regionale) e chi vive e amministra quotidianamente quelle stesse terre (i Comuni).
Il nuovo organismo era atteso da tempo: è previsto dall'articolo 44 della legge regionale n. 8 del 2016, ma prende forma operativa adesso. La sua funzione è chiara: esprimere pareri, fornire consulenza e avanzare proposte concrete. Il Comitato non si limiterà a osservare, ma dovrà mettere becco su documenti fondamentali come lo statuto dell'Agenzia e, soprattutto, sui programmi di spesa e di attività, sia quelli annuali che quelli triennali. In sintesi, le comunità locali avranno uno strumento per indirizzare le politiche forestali prima che queste vengano approvate in via definitiva.
La composizione della cabina di regia riflette questa necessità di dialogo. Il tavolo è presieduto dall'assessora regionale della Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, e vede la partecipazione diretta dell'Amministratore Unico di FoReSTAS. Il vero contrappeso territoriale è però rappresentato da quattro sindaci in carica, scelti dal Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) proprio tra quei primi cittadini che ospitano i cantieri e i terreni amministrati dall'Agenzia. A questi amministratori è richiesto uno sforzo di visione: non dovranno difendere il singolo "orticello" comunale, ma farsi portavoce delle esigenze di intere vallate e comprensori.
La prima seduta inaugurale è andata subito al cuore dei problemi che affliggono le campagne e le montagne sarde. Sul tavolo sono state messe le priorità assolute: la carenza di personale e il necessario rafforzamento degli organici, la manutenzione spesso carente della viabilità rurale (strade sterrate e tagliafuoco fondamentali per gli agricoltori e per i soccorsi), l'urgenza della prevenzione antincendio e il rilancio socio-economico delle aree interne, che vedono in FoReSTAS non solo un presidio ambientale, ma anche uno dei principali datori di lavoro e argini contro lo spopolamento.
L'esponente della giunta regionale ha sottolineato la valenza politica e democratica di questo nuovo corso. «Con l'insediamento del Comitato territoriale diamo piena attuazione a uno degli strumenti di partecipazione previsti dalla legge regionale. Da oggi le autonomie locali dispongono di una sede stabile di confronto, capace di rafforzare il dialogo con l'Agenzia e di accompagnarne le scelte strategiche attraverso il contributo diretto dei territori», ha dichiarato l'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi.
L'obiettivo finale è trasformare le foreste da semplice costo di manutenzione a vera e propria risorsa integrata con la vita dei paesi. «Il Comitato dovrà essere un luogo di ascolto, di proposta e di costruzione condivisa delle politiche forestali e ambientali. La collaborazione tra Regione, Agenzia e amministrazioni comunali rappresenta la condizione indispensabile per rendere sempre più efficace l'azione di FoReSTAS e per rispondere con strumenti innovativi ai bisogni delle comunità locali, valorizzando il patrimonio ambientale come leva di sviluppo sostenibile e di coesione territorial», ha concluso Laconi.