L'operazione, condotta dalla Stazione di Marrubiu grazie alle segnalazioni al 1515, ha permesso di sanzionare l'incenerimento incontrollato in area agricola. Contestato il Testo Unico Ambientale e il potenziale innesco di incendi colposi.
ORISTANO – L'attività di contrasto ai roghi in Sardegna non si esaurisce nel dispiegamento delle forze di spegnimento, ma passa attraverso una rigorosa azione di polizia giudiziaria mirata a sanzionare i comportamenti alla base degli inneschi. In questo perimetro si inserisce la recente operazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale che ha portato al deferimento all'Autorità Giudiziaria dei responsabili di tre distinti abbruciamenti illeciti, localizzati negli agri di Marrubiu, Santa Giusta e Terralba.
L'attività investigativa è stata condotta dal personale della Stazione Forestale di Marrubiu. Fondamentale, per la tempestività dell'intervento, si è rivelata la collaborazione dei cittadini, le cui segnalazioni pervenute al numero di emergenza 1515 hanno permesso alle pattuglie di raggiungere i siti interessati prima che le fiamme potessero degenerare.
I successivi rilievi tecnici sul campo, uniti agli approfondimenti investigativi coordinati in stretta sinergia con la Procura della Repubblica di Oristano, hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti e identificare gli autori materiali. Le accuse formalizzate rimandano alle violazioni del Decreto Legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale), che disciplina e sanziona la gestione illecita e l'incenerimento incontrollato dei rifiuti, a cui si sommano, laddove accertate, le fattispecie penali legate all'innesco di incendi colposi.
L'operazione riporta l'attenzione su una criticità strutturale della campagna antincendi: la persistenza di pratiche agricole e rurali imprudenti, come la combustione di residui vegetali o di altri materiali, che si confermano tra le cause primarie nello sviluppo degli incendi boschivi.
Il Corpo Forestale ribadisce come, nell'attuale fase meteorologica caratterizzata da un elevato grado di pericolosità, anche una condotta apparentemente banale o una semplice disattenzione possano generare conseguenze devastanti per l'incolumità pubblica, le aziende agricole e il patrimonio naturalistico.
In regime di massima allerta, restano in vigore le rigide Direttive regionali antincendio che inibiscono l'impiego del fuoco e qualsiasi attività a esso connessa. Da qui il rinnovato appello istituzionale alla cittadinanza affinché mantenga un ruolo attivo nella tutela del territorio, continuando a segnalare tempestivamente al 1515 ogni comportamento in contrasto con le norme di salvaguardia ambientale.