Incarichi e consulenze in Regione: la guerra dei numeri tra la Giunta Todde e l'era Solinas

L'analisi dei registri pubblici accende il dibattito politico sui costi della macchina amministrativa. La discrepanza nei dati tra le due legislature: per l'opposizione è un moltiplicatore di poltrone, per la maggioranza un falso storico dovuto a nuovi criteri di trasparenza e alle urgenze del PNRR.

CAGLIARI – La gestione degli incarichi fiduciari e delle consulenze esterne torna al centro del dibattito politico regionale, trasformandosi nell'ennesimo terreno di scontro tra l'attuale maggioranza di centrosinistra e l'opposizione. Al centro della contesa vi sono i numeri estratti dai registri ufficiali ai sensi del D.Lgs. 33/2013, che mostrano una netta differenza quantitativa tra l'ultima fase della Giunta Solinas e il primo biennio dell'amministrazione guidata da Alessandra Todde.

Da una lettura aggregata dei dati, nel periodo 2021-2023 l'amministrazione uscente registrava 29 incarichi fiduciari per un valore annualizzato di circa 3,2 milioni di euro. L'attuale esecutivo, nel biennio 2024-2026, riporta 111 incarichi e un valore che sfiora gli 8,7 milioni di euro. Un divario che ha innescato l'accusa di incoerenza politica verso chi, dai banchi dell'opposizione nel 2021, aveva duramente contestato l'impianto della Legge Regionale 107.

Tuttavia, un'analisi rigorosa delle dinamiche amministrative impone di valutare le cifre oltre la superficie contabile, facendo emergere difformità metodologiche che rendono il confronto tra le due legislature complesso e, per certi versi, asimmetrico.

La questione del metodo e della trasparenza Il primo elemento di forte distorsione riguarda il perimetro temporale e le categorie professionali censite. Le critiche mosse all'attuale Giunta si basano su un confronto parziale che esclude il primo biennio del mandato Solinas (2019-2020), accostando fasi storiche e amministrative disomogenee.

Ancor più rilevante è il cambio di paradigma nella rendicontazione interna. Il registro attuale include figure – come addetti di gabinetto, segretari particolari e collaboratori dell'ufficio stampa – che nelle precedenti gestioni non venivano catalogate sotto la medesima voce. L'aumento esponenziale delle nomine, secondo quanto emerge dagli ambienti vicini alla Presidenza della Regione, non sarebbe dunque il sintomo di una proliferazione di incarichi, ma l'esito di un tracciamento documentale più esteso e rigoroso. In sintesi, figure un tempo rendicontate in capitoli di spesa differenti oggi confluiscono in un unico registro pubblico.

L'impatto del PNRR e le carenze di organico Esiste poi una variabile strutturale che ridefinisce il quadro delle necessità regionali: l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il biennio in corso coincide con la fase più critica di monitoraggio e rendicontazione di oltre novemila progetti a valere sui fondi europei. Di fronte a una dotazione organica regionale che sconta carenze stimate intorno al 30%, il ricorso a competenze tecniche esterne assume i contorni di una necessità amministrativa per non perdere le scadenze comunitarie, più che di una mera scelta discrezionale.

Il quadro normativo e i limiti di spesa Sul fronte normativo, l'utilizzo dell'impianto giuridico preesistente (come la L.R. 10/2021) per le nuove nomine ha suscitato perplessità. Tuttavia, la norma regolava specificamente l'Ufficio di Presidenza e non può essere utilizzata come metro di giudizio universale per tutte le tipologie di consulenze, specialmente quelle tecniche legate ai fondi europei.

Anche la presunta eliminazione dei tetti di spesa, sostituita dalla Giunta Todde con uno stanziamento triennale, richiede una lettura tecnica: uno stanziamento definito su base pluriennale costituisce a tutti gli effetti un limite di spesa, seppur modulato su un orizzonte temporale più ampio per garantire continuità all'azione amministrativa. A questo si aggiungono risparmi strutturali derivanti dalla mancata nomina di figure dirigenziali apicali, come i capi dipartimento, che compensano parzialmente l'impegno economico per le consulenze.

Il dibattito dimostra come la lettura dei dati pubblici richieda l'inquadramento nei rispettivi contesti storici e contabili. La trasformazione della macchina regionale è un fatto oggettivo; stabilire se si tratti di un adeguamento alle urgenze del presente o di un cortocircuito politico rispetto alle posizioni del passato resta, inevitabilmente, materia di giudizio per gli elettori.

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