l vertice europeo sui parchi blinda la costa sarda: a Stintino e Porto Torres le nuove regole per fermare l'assalto turistico

Si apre la conferenza internazionale della rete Europarc per conciliare i flussi di visitatori con la difesa dell'ambiente. Delegati da tutto il continente a confronto sulle strategie per tutelare gli ecosistemi fragili e rilanciare l'economia locale.

Il nord ovest della Sardegna diventa il baricentro europeo per la gestione delle riserve naturali e il controllo dei flussi vacanzieri. Dal ventisei al ventotto maggio, le località di Stintino, Porto Torres e Alghero ospitano l'incontro internazionale della rete Europarc, la federazione continentale che raduna gli enti di tutela ambientale e gli operatori del settore. Il vertice, denominato ECST Network Meeting 2026, si propone di tracciare le linee guida per arginare l'impatto del turismo di massa sugli ecosistemi più vulnerabili, trasformando l'ospitalità in un volano economico che non comprometta il patrimonio territoriale.

Il prologo formale della rassegna è fissato per il tardo pomeriggio di lunedì venticinque maggio. Alle diciassette e quarantacinque, la sede dell'Ente Parco Nazionale dell'Asinara, situata in via Ponte Romano a Porto Torres, apre le porte per la conferenza inaugurale. A fare gli onori di casa saranno il presidente dell'ente, Gianluca Mureddu, e il direttore Vittorio Gazale. Il tavolo istituzionale vedrà schierati i vertici dell'amministrazione regionale, rappresentati dall'assessora alla Difesa dell'ambiente Rosanna Laconi e dalla collega titolare delle deleghe al Lavoro e alla sicurezza sociale, Alma Desiré Manca. A certificare la rilevanza della mobilitazione convergeranno nella cittadina portuale anche il prefetto di Sassari, Grazia La Fauci, il sindaco della Città metropolitana Giuseppe Mascia e i funzionari inviati dal Ministero dell'Ambiente, Maria Lombardi e Federico Canoppia.

L'obiettivo dichiarato dai promotori è trasformare la cornice geografica in un laboratorio continentale. «Dal 26 al 28 maggio l'Asinara si trasforma nel cuore pulsante delle aree protette europee», fa sapere il presidente Mureddu, sottolineando come i delegati dovranno «unire le forze per elaborare strategie vincenti che possano offrire ai territori opportunità economiche reali». Nelle intenzioni degli organizzatori, la tre giorni dimostrerà la capacità del distretto isolano di scommettere sulle proprie risorse naturali per guardare al futuro. Una prospettiva condivisa dall'assessora regionale Laconi, che inquadra il vertice come «un importante riconoscimento del lavoro che la Regione sta portando avanti sui temi della tutela della biodiversità e della valorizzazione sostenibile dei territori». Secondo l'esponente della giunta, il reticolo di parchi e siti naturalistici sardi ha le carte in regola per divenire un modello di equilibrio su scala europea, in perfetta aderenza «agli obiettivi europei di transizione ecologica» e all'improrogabile destagionalizzazione dei flussi.

Al netto delle dichiarazioni di rito, l'agenda dei lavori entrerà nel vivo a partire da martedì, facendo perno sulle strutture ricettive di Stintino. Il programma scandisce una rigida sequenza di tavoli tecnici e seminari dedicati ai nodi cruciali del settore: dagli effetti del cambiamento climatico sulla stabilità delle coste ai nuovi modelli di mobilità, passando per l'esigenza di coinvolgere i residenti nelle decisioni di governo del territorio. Una parte consistente dei dibattiti verterà sull'applicazione pratica della Carta Europea del Turismo Sostenibile, lo strumento di certificazione con cui Bruxelles riconosce le destinazioni capaci di ridurre l'impronta umana sugli habitat incontaminati. Per misurare la tenuta dei protocolli ambientali, i delegati, tra i quali figurano esperti in arrivo da Spagna, Irlanda e Catalogna, abbandoneranno le aule per un'intera giornata di ricognizioni sul campo, ispezionando direttamente le metodologie di conservazione adottate sui sentieri del Parco Nazionale dell'Asinara e lungo i crinali del Parco Naturale Regionale di Porto Conte.

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