I municipi italiani si alleano con l'Unicef per portare i diritti dei minori fuori dai palazzi e dentro le strade

Più di centottanta amministrazioni locali aderiscono alla campagna per i trentacinque anni della ratifica italiana della convenzione Onu. Le direttive dell'Anci ai sindaci per trasformare le città in spazi a misura di bambino.

Il calendario istituzionale segna il trentacinquesimo anniversario da quando lo Stato italiano ha recepito formalmente la Convenzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite a tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, ratificata dal parlamento con la legge numero 176 del 27 maggio 1991. Per celebrare lo snodo legislativo, l'Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite incaricato di tutelare i diritti dei più piccoli, ha lanciato la quinta edizione della campagna denominata "Diritti in Comune". L'iniziativa gode della sponda operativa dell'Anci, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani che raggruppa le amministrazioni cittadine della Penisola, e ha già incassato l'adesione formale di oltre centottanta municipi.

L'architettura del progetto prevede che ogni municipio aderente si trasformi in un megafono istituzionale. Le giunte locali sono chiamate a prelevare il materiale informativo direttamente dagli archivi digitali del Comitato Italiano per l'Unicef e a garantirne la distribuzione capillare all'interno degli spazi pubblici, dalle aule scolastiche alle bacheche cittadine. Il perimetro della mobilitazione si estende anche alle reti telematiche, con la direttiva di diffondere i contenuti della campagna attraverso i siti web istituzionali e le piattaforme sociali, raccogliendo i messaggi sotto un unico identificativo digitale, la stringa di testo #dirittincomune27maggio, a cui potranno ricorrere pubblicamente anche i singoli amministratori comunali.

Il vertice dell'associazione dei sindaci inquadra l'iniziativa come un dovere amministrativo prima ancora che politico. “I Comuni sono la prima linea di difesa e promozione dei diritti dei cittadini, a partire dai più piccoli. Celebrare i 35 anni della Convenzione ONU con 'Diritti in Comune' significa rinnovare un impegno quotidiano: mettere il benessere di bambine, bambini e adolescenti al centro di ogni scelta amministrativa, dai servizi scolastici agli spazi urbani, una priorità per le amministrazioni locali e i sindaci”, ha dichiarato Gaetano Manfredi, presidente dell'Anci. Per il rappresentante dei municipi, la saldatura con l'ente internazionale risulta il passaggio fondamentale al fine di costruire comunità più inclusive partendo proprio dalle decisioni prese a livello territoriale.

Sull'altro versante, i vertici italiani del Fondo per l'infanzia richiamano l'attenzione sulle lacune ancora da colmare nelle maglie della burocrazia. “Quest’anno ricorrono i 35 anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Molto è stato fatto, ma c’è ancora tanto da fare in tema di tutela e garanzia dei diritti dei minorenni”, ha sottolineato Nicola Graziano, presidente dell’Unicef Italia. L'esponente dell'organizzazione ha ribadito come la campagna punti a mantenere alta l'attenzione sulla piena attuazione delle norme, sottolineando il ruolo determinante delle giunte comunali nella costruzione di contesti urbani adeguati. La mobilitazione odierna rientra nel protocollo d'intesa siglato tra le due istituzioni per alimentare il programma generale che riconosce e certifica le città considerate amiche dei bambini e degli adolescenti.

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