Il Gruppo d'Intervento Giuridico denuncia il degrado perenne nella località Sa Muxiurida: montagne di scarti, roghi tossici e indifferenza. L'esposto finisce ora sul tavolo della Procura della Repubblica.
Non c'è nulla da acquistare, se non il disprezzo per la legge, tra le distese di rottami che occupano la località Sa Muxiurida, nel comune di Selargius. Quello che un tempo era terreno agricolo si è trasformato in un emporio del rifiuto a cielo aperto, dove è possibile rinvenire dai pneumatici esausti agli arredi domestici, passando per ogni sorta di scarto edilizio. Una condizione di degrado che non è un'eccezione, ma la regola quotidiana di un'area che, con insopportabile regolarità, diventa anche teatro di roghi, dove il fumo nero delle combustioni tossiche si leva verso il cielo soprattutto nelle vicinanze di un insediamento abusivo.
La cronaca di questo scempio si trascina da anni, punteggiata dagli sforzi spesso vani delle istituzioni. Il Gruppo d'Intervento Giuridico, associazione ecologista guidata da Stefano Deliperi, ha tracciato il solco delle proprie battaglie in una serie di istanze inviate all'amministrazione comunale a partire dal 2016 e proseguite fino ai giorni nostri. Nonostante le operazioni di pulizia effettuate periodicamente dal Comune e le costanti pattuglie di Carabinieri e Corpo Forestale, la discarica rinasce immancabilmente, alimentata da un flusso continuo di scarichi illegali che, stando alle testimonianze degli abitanti, sarebbe addirittura in crescita.
Di fronte all'ennesima constatazione dell'inefficacia della vigilanza ordinaria, il Gruppo d'Intervento Giuridico ha depositato il 23 maggio un nuovo esposto. La richiesta, indirizzata al primo cittadino di Selargius, alla Provincia di Cagliari e ai comandi preposti alla tutela del territorio, tra cui il N.O.E., ovvero il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri specializzato nei reati ambientali, punta a ottenere una bonifica radicale e una sorveglianza che finora è mancata. Gli ambientalisti chiedono che si faccia luce sulla provenienza del materiale e sulla reale composizione di queste montagne di spazzatura, invocando l'applicazione delle norme del codice dell'ambiente che sanzionano l'abbandono dei rifiuti e la gestione non autorizzata delle discariche.
L'iniziativa ha superato i confini della segnalazione amministrativa per approdare sui banchi della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari. La magistratura è chiamata a valutare se l'attuale stato dei luoghi possa configurare fattispecie penalmente rilevanti. Si guarda, in particolare, al divieto di abbandono e alla gestione illecita, nonché all'ipotesi del getto pericoloso di cose, la norma del codice penale che punisce chiunque cagioni emissioni di fumo o gas atti a molestare le persone. È una richiesta di giustizia per un territorio che attende, ormai da troppi anni, il ritorno alla legalità e alla decenza.