Il Banco di Sardegna apre i forzieri: prestiti e sportelli per chi fa affari sul Cammino dei minatori

L'istituto di credito firma un patto di tre anni con la fondazione che gestisce il percorso di cinquecento chilometri nel sud dell'Isola. Denaro e consulenze per aprire locande e botteghe nei paesi attraversati dai turisti a piedi.

Chi vuole aprire una locanda o una bottega lungo i sentieri delle vecchie miniere del Sulcis da oggi ha una sponda in banca. Il Banco di Sardegna e la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara hanno firmato un patto. L'istituto di credito si impegna per i prossimi tre anni a finanziare le piccole imprese che nascono all'ombra dei camminatori.

L'accordo siglato a Cagliari dai due enti non si limita alla semplice erogazione di denaro. L'obiettivo è trasformare un tracciato escursionistico in un motore economico per i paesi dell'Iglesiente, del Guspinese e dell'Arburese. La banca attiverà una linea di microcredito, prestando somme contenute a chi fatica ad accedere ai canali finanziari tradizionali, con un occhio di riguardo per i giovani e per le donne. I fondi serviranno per avviare tavole calde, affittacamere, servizi di trasporto a basso impatto ambientale o laboratori artigiani. Oltre a staccare gli assegni, la banca metterà i propri impiegati a disposizione dei neo-imprenditori per aiutarli a compilare le carte necessarie a incassare i contributi a fondo perduto erogati dagli enti pubblici. Alcune filiali della zona diventeranno dei veri e propri sportelli di consulenza per instradare chi vuole fare affari con il turismo lento. L'intesa prevede inoltre campagne promozionali rivolte ai dipendenti del gruppo bancario BPER per spingerli a camminare sull'Isola.

A mettere la firma sul documento sono stati il direttore generale del Banco di Sardegna, Mauro Maschio, e il presidente della fondazione del Cammino, Mauro Usai. Per i vertici dell'istituto di credito, l'operazione serve a generare ricchezza sul territorio. Maschio sottolinea che il contributo "non si limita alle politiche del credito, ma si traduce in un accompagnamento strutturato alle imprese e alle comunità locali". Sulla stessa linea si muove Usai. Il presidente della fondazione inquadra l'intesa come la prova che il tracciato non è più solo una passeggiata nel verde, ma un'infrastruttura capace di creare buste paga. "È un investimento sulla Sardegna più autentica, sulle aree interne e sulla capacità delle comunità di costruire futuro partendo dalla propria identità", dichiara Usai.

Il percorso intitolato alla patrona dei minatori si srotola per cinquecento chilometri ad anello nel sud-ovest della Sardegna. I camminatori lo affrontano in trenta tappe da sedici chilometri l'una, passando in mezzo ai pozzi di estrazione abbandonati, ai nuraghi e alle vecchie tonnare. I registri delle presenze indicano che l'ingranaggio sta funzionando. Tra il 2024 e il 2025 i viandanti hanno comprato quarantamila notti in alberghi e pensioni, facendo registrare un balzo in avanti del trenta per cento nel giro di dodici mesi. A riempire i sentieri sono in gran parte i turisti stranieri, con i camminatori tedeschi in cima alla lista degli arrivi.

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