I calici di Alghero conquistano le giurie di Vinitaly: la Cantina Santa Maria La Palma premiata al concorso internazionale

Il Cannonau Redìt e lo spumante Novecento59 superano i novanta punti al "5StarWines 2026". Riconoscimenti anche per il Vermentino e il Cagnulari presentati alla fiera di Verona.

L'edizione 2026 del Vinitaly, la storica fiera enologica andata in scena a Verona dal 12 al 15 aprile, ha certificato la qualità delle produzioni sarde inserendo quattro etichette algheresi tra le eccellenze del panorama vinicolo. La Cantina Santa Maria La Palma ha infatti superato le rigorose selezioni del "5StarWines – the Book 2026", il concorso internazionale organizzato all'interno della manifestazione scaligera, dove commissioni di esperti degustano e valutano migliaia di bottiglie provenienti da ogni latitudine.

A ottenere il punteggio più alto della scuderia sarda è stato il Cannonau di Sardegna DOC Riserva "Redìt", che ha incassato 92 punti su 100. La sigla DOC sta per Denominazione di Origine Controllata, un marchio che garantisce al consumatore la provenienza esatta delle uve e il rispetto di rigide regole di produzione, mentre il termine "Riserva" indica che il vino è stato sottoposto a un periodo di invecchiamento superiore rispetto alla versione base prima di arrivare sul mercato. A ridosso del Cannonau, con una valutazione di 90 centesimi, si è piazzato il "Novecento59", un Vermentino di Sardegna DOC Spumante prodotto con il "Metodo Classico". Quest'ultima è la tecnica tradizionale, la medesima utilizzata per lo Champagne francese, che prevede una lenta e complessa seconda fermentazione del vino direttamente all'interno della singola bottiglia per creare la caratteristica effervescenza.

La giuria veronese ha inoltre assegnato valutazioni di prestigio al Vermentino di Sardegna DOC "Ràfia" e all’Alghero DOC Cagnulari Riserva "Recònta". Il Cagnulari è un vitigno a bacca nera autoctono, ossia storicamente radicato e tipico esclusivamente del territorio del nord-ovest dell'Isola, su cui l'azienda sta investendo risorse per il suo recupero e la sua valorizzazione commerciale.

Il presidente della cooperativa algherese, Renzo Peretto, ha inquadrato i risultati come l'esito di uno sforzo collettivo dell'intera filiera agricola. «Questi riconoscimenti», dichiara Peretto, «rappresentano per noi un motivo di grande orgoglio e confermano il percorso di qualità che la Cantina Santa Maria La Palma sta portando avanti con determinazione da anni. Dietro ogni premio c’è il lavoro quotidiano dei nostri soci viticoltori, la cura dei vigneti, l’attenzione in cantina e una visione condivisa che punta a valorizzare al massimo il nostro territorio. Per una cooperativa come la nostra, questi risultati hanno un significato ancora più profondo: premiano un’intera comunità di persone che ogni giorno contribuisce a costruire valore, qualità e identità. È anche un riconoscimento importante per i vini sardi e, in particolare, per i vini di Alghero, che continuano a distinguersi per personalità, eleganza e forte legame con la loro terra. Portare queste etichette in contesti internazionali e vederle apprezzate da giurie autorevoli significa contribuire a raccontare al mondo il valore enologico della nostra Sardegna». La trasferta in terra veneta della cantina si è chiusa con un alto numero di ingressi da parte di operatori specializzati e semplici appassionati, transitati nei quattro giorni di fiera presso i padiglioni dello stand aziendale.

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