Il dispositivo elettronico nascosto tra i documenti ha permesso alla Centrale di Bonorva di guidare la pattuglia di Giave fino a San Pietro di Sorres. Denaro e carte restituiti intatti al proprietario.
La tecnologia salva il portafoglio e il tempestivo intervento dell'Arma chiude la vicenda senza brutte sorprese. Nel primo pomeriggio di ieri, venerdì 17 aprile, un cittadino ha lanciato l'allarme alla Centrale Operativa della Compagnia di Bonorva, ovvero la sala radio che riceve le chiamate d'emergenza e gestisce le gazzelle sul territorio. L'uomo aveva smarrito il proprio portadocumenti contenente denaro contante, carte personali e un dettaglio che si è rivelato fondamentale per le indagini lampo: una "smart card" dotata di sistema di localizzazione. Si tratta di una speciale tessera elettronica, grande quanto un bancomat, capace di agganciarsi alla rete satellitare Gps per trasmettere in tempo reale la propria posizione.
Il militare di turno alla centrale ha immediatamente sfruttato il segnale emesso dal microchip, riuscendo a tracciare le coordinate dell'oggetto. La mappa digitale indicava un punto preciso nel territorio del comune di Borutta, orientando le ricerche verso la località di San Pietro di Sorres, proprio nelle vicinanze dello storico complesso abbaziale.
Con il bersaglio agganciato, la sala radio ha dirottato sul posto la pattuglia della Stazione di Giave. Giunti nell'area segnalata dal satellite, i militari hanno avviato una rapida perlustrazione che ha permesso di individuare e recuperare l'oggetto smarrito. Dopo aver aperto il portafoglio per verificare che fosse integro e che non mancasse nulla rispetto a quanto denunciato, i Carabinieri hanno chiuso le operazioni riconsegnando documenti e contanti direttamente nelle mani del legittimo proprietario.