Emergenze e prevenzione, a Sassari la Protezione Civile entra in classe: in cattedra i giovani del Servizio Civile

Il progetto "Possiamo contare su di te" ha già coinvolto 300 studenti da gennaio. Niente lezioni frontali, ma laboratori pratici per insegnare l'autoprotezione in caso di alluvioni e incendi.

«La Protezione Civile siete voi». È con questo messaggio diretto, senza filtri, che quattro giovani volontari si presentano agli studenti delle scuole sassaresi. L'amministrazione comunale ha deciso di accorciare le distanze tra le istituzioni e i cittadini del futuro, portando la cultura della prevenzione e della sicurezza direttamente tra i banchi di scuola.

I protagonisti del progetto, battezzato "Possiamo contare su di te", sono quattro ragazzi del Servizio Civile Universale, inquadrati operativamente all'interno della Protezione Civile del Comune di Sassari.

Dalla piazza alle aule: i numeri del progetto L'iniziativa odierna nasce dai risultati del test generale dello scorso ottobre. In occasione della giornata nazionale della Protezione Civile, oltre 330 studenti si erano riuniti in piazza d'Italia per assistere alle simulazioni.

Da quell'esperienza, l'amministrazione ha deciso di rendere la formazione capillare. A partire da gennaio 2026, i quattro volontari (dopo aver ricevuto una formazione tecnica specifica e aver progettato i materiali didattici) hanno varcato le porte delle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio, raggiungendo a oggi circa 300 alunni. Che cos'è il Servizio Civile Universale? Non si tratta di un'assunzione in Comune o di un lavoro subordinato, ma di una scelta volontaria offerta dallo Stato ai giovani tra i 18 e i 28 anni. Per la durata di un anno, i ragazzi dedicano alcune ore della loro giornata a progetti di utilità sociale (tutela dell'ambiente, assistenza, Protezione Civile), ricevendo in cambio una formazione certificata e un rimborso spese mensile forfettario. È, nei fatti, un anno di cittadinanza attiva "prestata" alla comunità.

Il metodo: laboratori e autoprotezione La grammatica dell'emergenza non si insegna con i discorsi accademici. Il successo del format risiede nell'abbandono della classica lezione frontale in favore di laboratori interattivi e lavori di gruppo.

Con un linguaggio asciutto e operativo, i volontari spiegano ai ragazzi i tre cardini del sistema: previsione, prevenzione e gestione delle emergenze. Il focus è incentrato sulle buone pratiche di autoprotezione, ovvero l'insieme dei comportamenti vitali (cosa fare e cosa non fare in modo assoluto) per mettersi in salvo in caso di alluvioni e incendi, i due rischi naturali più frequenti nell'isola.

L'approccio operativo ha innescato una risposta positiva nel corpo docente: molti insegnanti hanno deciso di agganciare i laboratori della Protezione Civile al normale percorso scolastico, trasformandoli in elaborati e approfondimenti in classe. L'obiettivo finale della macchina comunale è trasformare la consapevolezza dei più giovani nel primo anello della catena di sicurezza cittadina.

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