Il locale e i macchinari sanitari sono stati posti sotto sequestro penale.
Sorpreso un fisioterapista mentre trattava un paziente. Denunciato il titolare della struttura.
Sestu – Tra un massaggio rilassante e una pulizia del viso, si curavano anche le patologie articolari. Ma senza alcuna autorizzazione sanitaria. I carabinieri del Nas di Cagliari (il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) hanno scoperto e sequestrato un vero e proprio ambulatorio di fisioterapia abusivo, allestito all'interno di un normale centro estetico a Sestu.
Il blitz dei militari è scattato questa mattina, portando alla luce una commistione illecita tra attività dedicate al benessere estetico e pratiche prettamente mediche.
Al momento dell'irruzione nel locale, gli uomini dell'Arma non hanno trovato solo lettini da massaggio e creme. Hanno sorpreso in flagranza un fisioterapista intento a effettuare un trattamento riabilitativo su un paziente. La legge traccia un confine netto tra l'estetica e la sanità. Un centro estetico può eseguire solo trattamenti volti al mantenimento del benessere fisico (massaggi rilassanti, trattamenti per inestetismi). La fisiokinesiterapia, invece, è una branca della medicina riabilitativa che cura patologie muscolari, articolari o neurologiche. Per esercitarla, servono locali appositi, autorizzazioni sanitarie specifiche rilasciate dall'Asl, stringenti requisiti igienici e personale laureato. Mischiare le due cose nello stesso ambiente crea quella che i Nas definiscono una "grave promiscuità".
Trattandosi di attività sanitarie del tutto incompatibili con i permessi di un centro estetico, i militari hanno fatto scattare l'immediato sequestro penale dei locali adibiti ad ambulatorio e di tutte le specifiche attrezzature medicali rinvenute all'interno.
I guai giudiziari ricadono ora sui vertici dell'attività commerciale. Il legale rappresentante della struttura è stato denunciato alla Procura della Repubblica.
L'ipotesi di reato a suo carico è quella di aver attivato uno studio medico in assenza della necessaria dichiarazione di avvio dell'attività (le autorizzazioni sanitarie di legge) e di aver operato in condizioni di grave promiscuità, mescolando pratiche mediche e trattamenti estetici in violazione delle normative a tutela della salute pubblica.