La montagna dell'oro rosso: beccati a spellare una tonnellata di rame rubato

IL BLITZ DEI CARABINIERI DEL NOE

I militari scoprono una discarica abusiva di un ettaro alle porte di Sassari. Denunciati tre uomini. Sotto sequestro settanta tonnellate di rottami, carcasse d'auto e cavi elettrici. Il valore del metallo sfiora i 200mila euro.

di Pasqualino Trubia

Sassari – Caccia all'oro rosso. I Carabinieri scoprono un cimitero di rottami alle porte della città e bloccano il riciclaggio illegale di metalli. Tre uomini finiscono nei guai, sorpresi in flagrante con le mani sporche di plastica e rame.

La scoperta nel terreno Il blitz scatta lunedì mattina. I militari del Nucleo Operativo Ecologico (Noe), supportati dai colleghi della Radiomobile della Compagnia di Sassari, ispezionano un terreno grande circa un ettaro. Quello che si trovano davanti è una discarica non autorizzata a cielo aperto. I tre indagati sono lì, in mezzo ai cumuli di scarti. Stanno letteralmente "sbucciando" centinaia di metri di cavi elettrici, rimuovendo le guaine di plastica per estrarre i filamenti di rame puro.

I numeri del sequestro L'ispezione dell'area restituisce i numeri di un giro d'affari imponente. Nel perimetro sono ammassate settanta tonnellate di rifiuti, mischiati senza alcuna regola: rottami di autoveicoli demoliti, metalli e scarti pericolosi. E poi c'è il pezzo forte. I Carabinieri pesano oltre una tonnellata di cavi di rame, un carico imponente frutto di furti precedenti. Il valore totale della merce recuperata, tra materiali ferrosi e oro rosso, si aggira sui 200mila euro.

I sigilli e le denunce Per i tre uomini scatta la denuncia a piede libero. La Procura di Sassari contesta i reati di ricettazione, combustione illecita e smaltimento abusivo di rifiuti in assenza di autorizzazioni. L'intera area è stata sigillata e messa sotto sequestro, passo preliminare per obbligare i responsabili alla futura bonifica ambientale.

Mentre la legge garantisce ai tre indagati la presunzione di innocenza fino a un'eventuale condanna definitiva, i Carabinieri lavorano sui lotti di rame sequestrati per rintracciare i legittimi proprietari e restituire la refurtiva.

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