Cagliari – Non bastava il danno, arriva la beffa. I campi del Sud Sardegna sono paludi. I trattori affondano nel fango, i raccolti marciscono. Ma il vero incubo per gli agricoltori è burocratico: l'Unione Europea potrebbe chiedere la restituzione dei fondi incassati negli ultimi quattro anni.
A lanciare l'allarme è Alessandro Abis, presidente di Confagricoltura Cagliari. Le piogge incessanti hanno bloccato tutto. Non si raccoglie e, soprattutto, non si semina. E se non si semina, saltano i patti firmati con Bruxelles per la Politica Agricola Comune (PAC).
Il meccanismo perverso
Gli agricoltori hanno aderito alla misura della "Difesa del suolo". In cambio di finanziamenti, si sono impegnati a ruotare le colture su un ciclo di sei anni. Ma il meteo ha deciso diversamente. Il terreno è impraticabile, i mezzi meccanici non entrano. La rotazione salta. Per i burocrati, questo è un inadempimento contrattuale. La sanzione? Restituire i soldi già spesi.
La voce dei campi
Abis spiega la situazione senza giri di parole.
«Con le campagne ancora sommerse e inzuppate d’acqua, oltre ad aver registrato gravi perdite causate dall’asfissia radicale delle colture e dall’impossibilità di poter entrare nei campi per raccogliere il poco prodotto non ancora andato a male, non siamo neanche riusciti a portare a termine le semine per la prossima stagione primaverile ed estiva».
Il blocco è totale.
«Questa mancata lavorazione, che ha bloccato la rotazione colturale delle superfici, non ci permetterà di produrre, in particolare i cereali, e soprattutto farà venir meno gli impegni che molti agricoltori hanno preso con la misura della Difesa del suolo. Fango e condizioni delle superfici agricole ora ingestibili con i mezzi meccanici faranno saltare quindi l’impegno sulle rotazioni colturali che dobbiamo assicurare con la Difesa del suolo in un arco di sei anni».
Il rischio stangata
Se salta l'impegno, scatta l'infrazione.
«Oltre al danno causato dalla mancata produzione rischiamo perciò di incorrere in un’infrazione comunitaria che porterebbe la Commissione europea a richiedere agli agricoltori la restituzione dei finanziamenti già erogati (ora siamo al quinto anno del provvedimento), per non aver rispettato il ciclo temporale dell’impegno».
La mappa del disastro
Il problema non è solo cagliaritano. L'acqua soffoca le pianure dal Medio Campidano fino al capoluogo, ma la crisi tocca tutta l'Isola: Nurra, Logudoro, Baronie, Oristanese, Sulcis e Ogliastra.
L'appello alla Regione
Confagricoltura chiede un intervento politico immediato. Serve un incontro urgente con l'assessore all'Agricoltura, Francesco Agus. L'obiettivo è volare a Bruxelles e spiegare che non è colpa degli agricoltori se piove troppo.
«In questo quadro gravissimo in cui versa il comparto isolano si rende indispensabile convocare un incontro con l’assessore dell’Agricoltura, Francesco Agus, e con i vertici delle agenzie agricole regionali, così da programmare in tempi rapidi un’azione politica di mediazione tra la Regione e la Commissione europea», chiude Abis.