Sassari – Il Consorzio di Bonifica della Nurra risponde al fuoco. Nessun "buco" contabile, nessuna sparizione misteriosa. Solo reti colabrodo e perdite fisiologiche. Gavino Zirattu, presidente dell'ente, replica punto su punto alle accuse di mala gestione lanciate dal Centro Studi Agricoli.
La differenza tra i milioni di metri cubi acquistati e quelli fatturati non è un giallo, ma un problema tecnico. Le infrastrutture hanno decenni sulle spalle. L'acqua si perde per strada a causa di perdite strutturali e dispersioni, non perché qualcuno la ruba o perché i conti sono truccati.
L'ammissione sui contatori
Zirattu non nega le criticità, ma annuncia che i soldi per risolverle stanno arrivando.
«Non ci nascondiamo dietro un dito: sui misuratori c’è ancora tanto da fare e finalmente la Regione ci sta finanziando l’intervento per la sostituzione».
L'obiettivo è chiaro: nuovi contatori e risanamento delle condotte. Senza questi investimenti strutturali, la rete non potrà mai essere efficiente.
Bollette bloccate
Il contributo richiesto agli agricoltori non paga solo l'acqua, ma tutto il servizio: l'energia per le pompe, il personale, la manutenzione. E qui il Presidente dà una notizia che farà tirare un sospiro di sollievo alle campagne.
«Nonostante le difficoltà i ruoli dei contribuenti fino a oggi sono stati sostenibili e possiamo già confermare anche per i prossimi due anni che non subiranno aumenti».
L'emergenza siccità
Il Consorzio rivendica anche il lavoro svolto durante l'emergenza idrica. Nonostante la siccità severa, l'ente ha garantito i turni di irrigazione e ha fornito acqua anche al bestiame, pur non essendo una sua competenza diretta.
L'appello
Zirattu chiude la porta alle polemiche e la apre al dialogo, ma chiede onestà intellettuale.
«L’acqua è un bene strategico – commenta il presidente – servono dati corretti, responsabilità chiare e investimenti concreti, non contrapposizioni che non aiutano l’agricoltura della Nurra».